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domenica 14 giugno 2009

Il pendolo di Skoda

Nel 1583 Galileo Galilei scoprì l'isocronismo del pendolo. La leggenda vuole che Galilei ebbe l'intuizione osservando le oscillazioni di una lampada nella navata centrale del Duomo di Pisa. A quel punto ecco il pendolo, uno strumento semplicissimo costituito da una corda e da un pesetto legato a un capo del filo, mentre l'altro viene fissato.
Il pendolo è però uno strumento complesso da studiare ed è possibile trovare una soluzione semplice al problema, la periodicità delle oscillazioni, solo se si fa l'approssimazione delle piccole oscillazioni.
In questo caso la legge per calcolare il periodo è data dall'equazione: \[T = 2 \pi \sqrt{\frac{l}{g}}\] dove $T$ è il periodo di oscillazione, $l$ la lunghezza del filo e $g$ l'accelerazione di gravità.
Come si può notare il periodo di oscillazione non dipende dalla massa del pesetto, ma solo dalla lunghezza del filo: questa equazione può essere determinata con dei calcoli o nello stesso modo con cui la scoprì Galileo (anche se per scriverla non usò lo stesso simbolismo, ma la descrisse a parole), ovvero con dei semplici esperimenti.

mercoledì 10 giugno 2009

In principio era Darwin


Titolo: In principio era Darwin
Autore: Piergiorgio Odifreddi
Edizione: Longanesi
Che cosa impedisce che i rapporti fra le differenti parti del corpo umano siano puramente accidentali? Gli incisivi, per esempio, sono taglienti e servono a spezzare il cibo, mentre i molari sono piatti e servono a masticarlo: essi però non sono stati fatti con questo scopo, e la loro forma è il risultato di un caso. Lo stesso vale per tutte le parti del corpo che sembrano essere naturalmente destinate a qualche scopo particolare: quelle costruite in maniera adatta grazie a una loro interna spontaneità si sono conservate, mentre quelle non costituite in tal modo sono perite e continuano a perire.
(Aristotele in Fisica II,8,2)
La citazione è tratta da In principio era Darwin di Piergiorgio Odifreddi, che ovviamente prima o poi avrei letto.
Ero stato alla presentazione del suo libro, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte in quel di Milano, quindi era solo questione di tempo, affrontare la lettura del suo ultimo saggio.
Il logico di Torino si dimostra per l'ennesima volta un abile divulgatore e persona di grande e vasta cultura (a dimostrazione la citazione che apre la recensione), con quel suo stile scorrevole e ironico: ottimi i capitoli in cui racconta il viaggio di Charles Darwin, le sue ricerche, il suo rapporto con i suoi colleghi naturalisti. Scontati, alla fine, i capitoli sugli attriti tra Darwin e il mondo religioso e creazionista, in cui comunque Odifreddi cerca comunque di mantenere una visione distaccata, cosa che gli riesce per poche pagine.
Nel complesso, quindi, un'opera divertente, ben argomentata e anche sufficientemente approfondita: un ottimo punto di partenza per chiunque voglia conoscere l'evoluzione di Darwin, ma anche un libro snello, stimolante e stuzzicante.