dove q indica la posizione, p il momento, \Delta indica l'incertezza sulla grandezza cui è associata, \hbar = h / 2, con h costante di Planck.
In pratica il principio di indeterminazione ci suggerisce che è impossibile conoscere contemporaneamente con la stessa precisione posizione e quantità di moto di una data particella. Lo stesso principio può essere però applicato anche ad altre grandezze, come ad esempio energia e tempo: l'importante è che queste siano coniugate, come si suol dire.
Per rappresentare in termini matematici quanto scritto finora, dobbiamo però fornire alcune definizioni.
Usualmente i numeri, naturali o reali che siano, commutano tra loro, ovvero vale la legge: a + b = b + a
Quando però iniziamo a rappresentare le grandezze fisiche, anche dette osservabili, con oggetti matematici chiamati operatori, questa legge non è verificata per tutte le coppie di operatori. Ad esempio per gli operatori di posizione, Q, e quantità di moto, P, succede che:
QP - PQ = i \hbar
che può essere scritta in forma sintetica come segue:
\left [ Q,P \right ] = i \hbar
Più in generale, quando tra due grandezze A e B sussiste una relazione del tipo:
\left [ A,B \right ] = i c
allora si verifica la seguente relazione di indeterminazione:
\Delta A \cdot \Delta B \ge \frac{\left | c \right |}{2}
Due grandezze fisiche, quindi, si dicono coniugate se i corrispondenti operatori non commutano: per loro vale un principio di indeterminazione sostanzialmente simile al principio di indeterminazione di Heisenberg per posizione e quantità di moto.
Nessun commento:
Posta un commento