Network Bar

Visualizzazione post con etichetta disney. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disney. Mostra tutti i post

sabato 7 agosto 2010

I grilli atomici

Inizia con Topolino e Pippo che vendono un prodotto per bolle di sapone la storia I grilli atomici di Guido Martina e Angelo Bioletto.
Serializzata sui numeri di Topolino libretto che vanno dal 13 dell'aprile 1950 al 16 del luglio dello stesso anno, segue L'inferno di Topolino, degli stessi autori, ma a differenza di questa, che è una parodia dell'omonimo primo libro della Divina Commedia di Dante Alighieri, si concentra sulla scienza, almeno così come è concepita dal Professore, come è soprannominato il tuttologo e tuttofare Guido Martina.
In effetti sia il testo di Martina sia l'ambientazione utilizzata da Bioletto si rifanno più alle storie ingenue e leggere degli esordi che non a quelle più mature dello stesso periodo, quelle di Bill Walsh e Floyd Gottfredson, che comunque restano ricche di quell'elemento fantastico che è sempre e comunque un buon veicolo per la divulgazione. Visto l'inizio, comunque, avrei potuto parlare delle bolle di sapone, quelle che Pippo rinforza con il cemento per farle durare di più, ottenendo le belle sfere che vedete nell'immagine di apertura, ma causando poi i primi guai dell'avventura. Però delle bolle ne ha già parlato, e anche bene, Emanuela giusto un paio di settimane fa (giorno più, giorno meno). E allora la seconda opzione, la sonoluminescenza, che con le bolle ha pure un collegamento, senza contare che la versione originale dell'articolo è stata scritta dal sottoscritto come appendice a un compitino assegnatomi nel dottorato: questa però è un'altra storia e magari la approfondiamo in altra occasione. E così restano i grilli atomici, quelli del titolo, che vengono ingigantiti all'interno del laboratorio dei Sette Nani, che ricorda più un laboratorio alchemico o chimico piuttosto che uno fisico.

sabato 24 luglio 2010

Il deserto del nulla

20250614-anni-oro-topolino-14
Se Topolino contro Topolino è, a mio giudizio, una delle migliori, se non la migliore storia del dinamico duo Bill Walsh-Floyd Gottfredson, Il deserto del nulla è invece una delle più ricche di spunti scientifici e narrativi dello stesso periodo. D'altra parte si potrebbe dire che, se l'avesse letta, questa sarebbe stata la storia preferita di Alan Turing(1), come presto andremo a vedere.
Topolino e Pippo, di nuovo insieme per una lunga avventura, si dirigono nel deserto in cerca di uranio: grazie alla rivoluzione nucleare, anticipata dall'Uomo nuvola, l'uranio è diventato un metallo prezioso e quindi in molti in quel periodo si avventuravano nei luoghi più isolati e meno esplorati, dotati di contatore geyger, alla ricerca di uranio e qualunque altra cosa radioattiva attivasse lo strumento.
20250614-deserto-nulla-contatore-geyger
Finiti nelle sabbie mobili seguendo il loro contatore impazzito, Topolino e Pippo vengono salvati da uno strano omino meccanico, Magneto (in originale Ohm-Eye). Secondo Alberto Becattini, esso viene dall'esclamazione Oh, my!, corrispondente al nostro Oh, cielo!, ma gioca anche con l'elettronica e la fisica: è infatti evidente il riferimento a Georg Ohm, titolare dell'omonima legge che lega caduta di potenziale (o voltaggio), resistenza e corrente elettrica: \[V = RI\] Si potrebbe quindi tradurre letteralmente il nome di Magneto come Occhio di Ohm, e infatti nella prima presentazione del piccolo robot ai nostri due eroi, alla domanda Sei una persona vera?, questi risponde:
Vera?... Zicuro... Vera! Vedere? Vero metallo! ... Vere Molle! Zenuini occhi radioattivi!
enfatizzando, così, l'occhio del nome originale.
Con Magneto, Walsh e Gottfredson sembrano condividere il sogno di Turing di una intelligenza artificiale in tutto e per tutto identica a quella umana, e anzi indipendente. Ancora ci sono delle imperfezioni: ogni ora Magneto deve ricaricarsi, e dopo ogni ricarica, purtroppo, perde la memoria. Questa caratteristica, però, si perderà nel corso della storia, forse per motivi narrativi (rendere più semplice la lettura e la scrittura dell'episodio) o forse per motivi non detti, ma abbastanza chiari al lettore: l'interazione di Magneto con il "blirio" (bleerium in originale), oggetto delle ricerche di Dynamina (Hoosat in originale) e del padre giunti da un pianeta lontano lontano sulla Terra per estrarlo dalle sue viscere e incapsularlo.

sabato 3 aprile 2010

L'uomo nuvola

Le immagini dell'articolo sono state aggiornate utilizzando quelle dell'edizione italiana in oggetto. Le immagini originali erano state estratte da una versione scannerizzata a colori dell'originale. Ovviamente le immagini sono © Disney.
Come ogni scienziato che si rispetti, vive sulle nuvole per sfuggire alla vita reale: è il dottor Enigm, in originale Einmug, personaggio creato da Floyd Gottfredson, il geniale Uomo dei Topi, il vero secondo padre di Topolino.
L'esordio del personaggio è su Il mistero dell'uomo nuvola, nota negli Stati Uniti come Island in the Sky, e serializzata sui quotidiani dal 30 novembre 1936 al 3 aprile 1937 per un totale di 108 strisce di 4 vignette l'una. Ad affiancare Gottfredson ci sono Ted Osborne per sceneggiare il soggetto del cartoonist dell'Utah, e Ted Thwaites alle chine.
Dice Gottfredson:
(...) la storia che mi sono divertito di più a realizzare. Non posso dire che sia la migliore in assoluto, anche se è quella che mi ha procurato i maggiori consensi. Ray Bradbury mi ha detto di averla letta nel 1937, e si è meravigliato per la conoscenza che già a quel tempo mostravamo dell'energia atomica. In realtà non ne sapevamo nulla, ci eravamo inventati tutto quanto.
In effetti quella de Il mistero dell'uomo nuvola è anche una storia sulla fisica e sull'uso della scienza in un periodo, quello direttamente precedente alla Seconda Guerra Mondiale, dove la ricerca nucleare ebbe un forte impulso. Non dimentichiamo, infatti, che giusto l'anno dopo (1938) la fine della serializzazione della storia (1937), Enrico Fermi avrebbe vinto il Nobel per la Fisica proprio per la scoperta delle reazioni nucleari, quelle che poi avrebbero portato il fisico italiano a collaborare al Progetto Manhattan insieme con Robert Oppenheimer.
Torniamo alla storia: il primo incontro con la fantastica forza atomica di Enigm avviene quando Topolino e Pippo, in volo sul loro aereo, incontrano uno strano tipo con bombetta a bordo di una macchina volante. L'incontro viene poi ripetuto da Topolino insieme con il capitano Setter e ancora una volta si ripete nello stesso modo: Enigm che scappa a velocità pazzesca mentre l'aereo di Topolino resta immobile in cielo nonostante il motore acceso. Dopo questa esperienza Setter afferma:
Credo che sia riuscito a inventare un modo per allineare gli atomi... in modo da farli tirare tutti nella stessa direzione, contemporaneamente!
Queste affermazioni, insieme alle mirabilie che la forza atomica era in grado di compiere (un campo di forza in grado di fermare aerei, generare piattaforme e scale invisibili nel vuoto, disintegrare aerei) riecheggiano anche nell'articolo Radio Power will Revolutionize the World del 1937 firmato da Nikola Tesla e segnalato da Giancarlo Goria nei commenti a La misteriosa profezia del professor Enigm di Luca Boschi.