Network Bar

Visualizzazione post con etichetta pacta dei teatri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pacta dei teatri. Mostra tutti i post

mercoledì 16 giugno 2010

L'universo, molto probabilmente

Iniziato con Guida galattica per autostoppisti, la serie fantascientifica-demenziale-umoristica del grandissimo Douglas Adams prosegue con altri quattro romanzi e ora ripresa con un sesto della serie, E un'altra cosa... a firma di Eoin Colfer. Una delle cose più divertenti di tutta la saga è il modo in cui prende in giro non solo la fantascienza, ma anche la scienza: la semplicità, infatti, con cui i protagonisti violano le leggi della fisica salvandosi da morte certa è incredibile, disarmante, spiazzante. Ad esempio in Grazie per tutto il pesce, Arthur Dent e il fisico, anzi la fisica Fenchurch stanno cadendo da una finestra. Nel loro moto di caduta Arthur è dietro a Fenny rispetto al terreno, quindi:
Arthur non poteva agguantare Fenny e riportarla in su perché quella era Londra, e a molto meno di un milione di chilometri di distanza, per l'esattezza a 1216 chilometri di distanza, nella città di Pisa, Galileo aveva chiaramente dimostrato che due corpi che cadono, cadono esattamente con la stessa accelerazione nonostante la differenza dei pesi relativi.
Eppure ecco la scappatoia:
Arthur capì che se avesse continuato a precipitare nel vuoto credendo alle teorie fisiche degli italiani, i quali peraltro non riuscivano nemmeno a tenere dritta una semplice torre, lui e Fenny si sarebbero trovati in guai seri e cosi, nonostante la fisica, si mise a precipitare più in fretta di Fenchurch.
E successivamente i due addirittura arrivano a volare per aria, senza alcun problema: basta solo convincersi!
Ben più difficile è convincersi che L'universo, molto probabilmente sia uno spettacolo teatrale che merita di essere visto. Non solo: la recensione potrebbe concludersi con un Non andatelo a vedere! Per nessuna ragione al mondo! Nemmeno la curiosità è abbastanza per convincervi ad andare!