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domenica 12 febbraio 2017

DarwinDay: infografica evolutiva

Come ho mostrato a giugno 2016, il dibattito sull'evoluzione negli Stati Uniti è sempre acceso. D'altra parte la teoria dell'evoluzione dall'altra parte dell'oceano non è in così buona salute come dovrebbe, come raccontato dagli estratti che pubblico qui sotto da un'infografica sullo stato dell'evoluzione negli USA (via Rebecca Rupp).

giovedì 1 ottobre 2009

Stranalandia

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Titolo: Stranalandia
Autori: Achilles Kunbertus, Stephen Lupus
A cura di: Stefano Benni, Pirro Cuniberti
Edizione: Feltrinelli
Nell'aprile del 1909, nell'Aula Magna dell'Università di Buenos Aires dove era in corso un congresso sull'evoluzione, Achilles Kunbertus e Stephen Lupus dell'Università di Edimburgo, presentano i risultati della loro ricerca, durata tre anni e iniziata il 16 giugno del 1906 sull'incredibile isola di Stranalandia (così i due eminenti evoluzionisti hanno battezzato l'isola).
La leggenda narra che i due figli di Albione, unici superstiti del naufragio della nave di Sua Maestà Loong, vennero catapultati direttamente all'interno dell'Aula Magna a causa di una potentissima esplosione causata dal vulcano di Stranalandia: questo insolito episodio viene preso come prova dagli scettici per dimostrare l'inesistenza dell'isola, poiché nei dintorni di Buenos Aires nessuna isola è stata ritrovata, almeno non corrispondente alla relazione scientifica di Kunbertus e Lupus. Gli stranalandisti, invece, decisamente la maggioranza, non si sono fatti scoraggiare dagli infruttuosi risultati delle ricerche dell'isola, osannando anzi i risultati dei due sudditi di Sua Maestà e portandoli come prova della potenza della teoria dell'evoluzione.
In ogni caso la scoperta di Kunbertus e Lupus col tempo, anche a causa della scarsità di dettagli sulle vicende legate alla sparizione dei due evoluzionisti, si era ammantata di leggenda e gli scettici sembravano aver vinto la partita, almeno fino a 25 anni fa quando Stefano Benni e Pirro Cuniberti hanno dato alle stampe, proprio in ottobre, la relazione scientifica di Kunbertus e Lupus, opportunamente redatta per renderla comprensibile all'uomo di fine XX secolo.
Benni e Cuniberti, che ha illustrato l'edizione moderna partendo dagli schizzi contenuti nella relazione, hanno realizzato con cura certosina un serio e importante trattato scientifico che ha posto a suo tempo nuova luce sui meccanismi dell'evoluzione diventandone, a tutti gli effetti, co-autori insieme a Kunbertus e Lupus: c'è sicuramente da ricordare al lettore di quest'umile articolo che le informazioni contenute nel trattato, noto con lo stesso titolo dell'isola, Stranalandia, hanno consentito un balzo di conoscenze evolutive incredibile in questi ultimi 20 anni, profondamente influenzati proprio dalle scoperte dei due evoluzionisti edinburghesi.
Immergiamoci, però, nel vivo del trattato, raccontando alcuni fatti salienti:
L'isola, abitata da un unico essere umano (se così si può dire) di nome Osvaldo(1), mentre il resto dell'isola è popolato da animali quantomeno strani, come il leometra, leone in giacca e cravatta e munito di metro, o il maialino volante, un nome una garanzia.
La comunità scientifica, in particolare, è rimasta colpita dalla gallina intelligente, che dagli appunti dei due professori pare passasse molto tempo immersa nella lettura: molti degli esperimenti sulle galline in questi ultimi anni sono volti al tentativo di riprodurre in laboratorio questo straordinario risultato, ma finora con ben scarsi successi (come si può notare dai palinsesti televisivi). Interessante, per i meteorologi, il Birone, animale dal collo lunghissimo utilizzato dagli autoctoni per le previsioni meteo. Con grosse implicazioni evolutive, invece, è la scoperta della foca giocoliera, evidentemente l'antenato della foca attualmente diffusa sul nostro pianeta, che ha trovato nell'isolamento di Stranalandia l'ambiente ideale dove sopravvivere invariata dagli inizi dei tempi. Altrettanto interessante è il gufo diurno, anch'esso ritenuto dai più come il progenitore del gufo moderno. Le forze dell'ordine, invece, sono rimaste molto colpite dalle evoluzioni dello sbronzolo, un piccolo insetto simile alla mosca, il cui percorso varia in base alla quantità di bicchieri ingeriti: immediatamente i risultati sono stati sottoposti a un gruppo di ricercatori per sviluppare programmi e tecnologie alternative al classico palloncino nella rilevazione del contenuto alcolico di un corpo umano. Nostri informatori ci assicurano che i ricercatori sono vicini a trovare una soluzione rivoluzionaria, proprio basata sui risultati di Kunbertus e Lupus.
Tra gli animali leggendari sicuramente il più affascinante è il Serpente Rosicchiamondo per le sue affinità con molti miti delle origini in culture sparse per il mondo: questo insolitamente gigantesco serpente (tra le 10 e le 20 volte più grande della dinastia Osvalda dell'isola) è il modellatore delle coste terrestri così come le conosciamo oggi, in quanto ghiotto di terra che andava continuamente a rosicchiare. Per nostra fortuna sono animali leggendari che arricchiscono il folclore di Stranalandia.
Il lettore è pertanto vivamente invitato alla lettura del trattato, che in ogni caso non risulta per niente pesante, anche grazie all'aggiornamento dei testi operato dall'esimio Stefano Benni, e magistralmente illustrato dall'ottimo Pirro Cuniberti, che ha anche realizzato una serie di illustrazioni a colori poste al centro del libro.
(1) Egli ha anche sviluppato un personalissimo codice di comunicazione, che Kunbertus e Lupus sono riusciti a decodificare, inserendo un mini vocabolario e una tabella dei segni. Tra l'altro molti degli animali stessi dell'isola hanno sviluppato dei particolari linguaggi di comunicazione: probabilmente proprio la necessità di distinguere tra i vari linguaggi ha acceleratoil lavoro di decodifica dei due ricercatori.

martedì 16 giugno 2009

Ritratti: Alfred Wallace


Alfred Wallace - via commons
Charles Darwin, di cui quest'anno ricorrono i 200 anni dalla nascita e i 150 dalla pubblicazione de L'origine della specie, non è stato l'unico ad avere idee evoluzioniste. Praticamente in contemporanea con lui, anche Alfred Russell Wallace sviluppò la sua versione dell'evoluzione.
Diversamente da quanto si possa pensare, non ci fu rivalità tra i due, né lotta per chi dovesse accaparrarsi la paternità della scoperta: semplicemente Wallace si piegò al lavoro di decenni di Darwin, tanto che inviò a quest'ultimo il suo famoso saggio del 1858 On the Tendency of Varieties to Depart Indefinitely From the Original Type: questo, insieme a On the Law Which Has Regulated the Introduction of New Species del 1855 e al libro Darwinism del 1889 coostituiscono i suoi contributi alla teoria dell'evoluzione.
Gli studiosi hanno trovato, comunque, alcune differenze tra le idee di Wallace e quelle di Darwin, nonostante quest'ultimo non le abbia rilevate. Innanzitutto Darwin pose l'accento essenzialmente sulla competizione tra individui della stessa specie nella lotta per la sopravvivenza e la riproduzione. Wallace, invece, sottolineò l'importanza dell'ambiente esterno come forza veicolante dell'adattamento delle specie esterne all'ambiente circostante.
Altri hanno invece sottolineato come le idee di Wallace in merito alla selezione naturale come meccanismo per mantenere l'adattamento delle specie all'ambiente esterno siano le più potenti e importanti mai uscite dal XIX secolo.

mercoledì 10 giugno 2009

In principio era Darwin


Titolo: In principio era Darwin
Autore: Piergiorgio Odifreddi
Edizione: Longanesi
Che cosa impedisce che i rapporti fra le differenti parti del corpo umano siano puramente accidentali? Gli incisivi, per esempio, sono taglienti e servono a spezzare il cibo, mentre i molari sono piatti e servono a masticarlo: essi però non sono stati fatti con questo scopo, e la loro forma è il risultato di un caso. Lo stesso vale per tutte le parti del corpo che sembrano essere naturalmente destinate a qualche scopo particolare: quelle costruite in maniera adatta grazie a una loro interna spontaneità si sono conservate, mentre quelle non costituite in tal modo sono perite e continuano a perire.
(Aristotele in Fisica II,8,2)
La citazione è tratta da In principio era Darwin di Piergiorgio Odifreddi, che ovviamente prima o poi avrei letto.
Ero stato alla presentazione del suo libro, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte in quel di Milano, quindi era solo questione di tempo, affrontare la lettura del suo ultimo saggio.
Il logico di Torino si dimostra per l'ennesima volta un abile divulgatore e persona di grande e vasta cultura (a dimostrazione la citazione che apre la recensione), con quel suo stile scorrevole e ironico: ottimi i capitoli in cui racconta il viaggio di Charles Darwin, le sue ricerche, il suo rapporto con i suoi colleghi naturalisti. Scontati, alla fine, i capitoli sugli attriti tra Darwin e il mondo religioso e creazionista, in cui comunque Odifreddi cerca comunque di mantenere una visione distaccata, cosa che gli riesce per poche pagine.
Nel complesso, quindi, un'opera divertente, ben argomentata e anche sufficientemente approfondita: un ottimo punto di partenza per chiunque voglia conoscere l'evoluzione di Darwin, ma anche un libro snello, stimolante e stuzzicante.

martedì 17 febbraio 2009

Raccontare Darwin


Foto dall'alto della libreria con le persone intervenute all'incontro
La scienza, quest'anno, diventa spettacolo: i 200 anni di Charles Darwin e i 150 de L'origine della specie, e l'anno astronomico che celebra i successi di Galileo Galilei. Oggi ci occupiamo di Darwin, ma semplicemente per raccontare l'incontro/conferenza informale di ieri alla Libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano. Protagonisti indiscussi Piergiorgio Odifreddi, logico e matematico, professore ordinario all'Università di Torino, e l'attore e Premio Nobel per la letteratura Dario Fo. I due protagonisti arrivano in libreria insieme, accolti da una platea già folta ben un'ora prima dell'inizio ufficiale dell'incontro con un caloroso applauso.
E l'incontro inizia anche un po' prima rispetto al previsto: dopo aver fatto salire una parte del pubblico sul palco preparato dalla libreria, viene innanzitutto introdotto l'ultimo libro di Odifreddi, In principio era Darwin. Dal racconto emergono alcuni punti interessanti: in particolare vorrei sottolineare la discussione (che andrebbe fatta in maniera approfondita anche in Italia) su quando e come sarebbe utile introdurre l'evoluzione nelle scuole, non certo se sia il caso: è indubbia, e ciò emerge chiaramente, l'importanza di tale teoria nel panorama scientifico mondiale, così come sono stati importanti i contributi dei ricercatori che hanno succeduto Darwin.

giovedì 12 febbraio 2009

Ritratti: Charles Darwin


Ritratto realizzato in Italia intorno al 1890
Da buon appassionato di Paolo Bonolis, che seguo fin dai tempi di Bim Bum Bam, sono stato molto tentato quasi fino all'ultimo minuto di chiamare questo post Ciao, Darwin! come la fortunata trasmissione del conduttore romano. Poi, al momento della stesura di questo articolo ho optato per una soluzione più seria: in fondo l'evento che ci apprestiamo a festeggiare ne è decisamente degno.
Questo, infatti, non è solo l'anno astronomico (ce ne sarà di tempo, per parlarne) ma è anche l'anno di Charles Darwin e della sua teoria dell'evoluzione. Infatti il 12 febbraio del 1809, esattamente 200 anni fa, nasceva Charles Darwin, divenuto famoso come naturalista e scopritore dell'evoluzione così come oggi la conosciamo. Le sue idee vennero pubblicate ne L'origine della specie, la cui prima pubblicazione risale al 1859, ovvero 150 anni fa: il 2009 è, quindi, un annus mirabilis per la scienza in generale.
La storia di Darwin potrebbe sembrare alquanto singolare, ma lo accomuna ad altri illustri dilettanti, nel senso che la loro formazione o il loro percorso iniziale nulla aveva a che fare con il lavoro per cui sono diventati noti. In effetti, nonostante il nonno di Charles, Erasmus, fosse stato uno dei molti scienziati che prima di Darwin proposero idee evoluzioniste, il padre Robert costrinse il figlio a studiare teologia. Solo grazie al suo forte carattere Charles riuscì a imbarcarsi sul Beagle come naturalista per un viaggio di 5 anni che gli avrebbe permesso di raccogliere le prime osservazioni alla base della sua teoria: era il 1831.