Network Bar

Visualizzazione post con etichetta teatro franco parenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta teatro franco parenti. Mostra tutti i post

mercoledì 23 giugno 2010

Black holes and revelations

In effetti si potrebbe sintetizzare così il testo teatrale Dio e Stephen Hawking, scritto nel 2000 da Robin Hawdon: da una parte i buchi neri, oggetto dello studio delle ricerche di Hawking, dall'altra le rivelazioni annunciate all'inizio da Dio stesso agli spettatori. Infatti Dio è uno dei protagonisti della scena: il suo intento è quello di sfidare Hawking a dimostrargli di non esistere, di non essere il creatore dell'universo dello scienziato, di essere una sorta di gatto di Schroedinger cosmico. Per farlo si intrufolerà nella vita di Hawking, per confrontarsi con lui sempre in maniera diretta, prima tramite Jane Wilde, fidanzata e poi moglie di Hawking, con la quale parla direttamente, quindi impersonando vari personaggi: il professore di Hawking che interpreta Newton (pretesto, quindi per parlare dello scopritore della gravità universale), quindi Einstein in sogno e l'amico Penrose in un confronto matematico sulle future sfide da affrontare insieme.
Il testo, che, per ammissione dello stesso autore sul suo sito, prende ispirazione da A brief history of time (il famoso Dal Big Bang ai buchi neri), prende spunto dalla vita di Hawking per proporre il tema di Dio e della creazione nel XX secolo e la sfida tra questi e in particolare tra la religione e la scienza. In un certo senso questo mescolamento di situazioni e posizioni, questo tentativo di far ammettere a Hawking non solo l'esistenza di Dio, ma anche la sua necessità, può essere condensato in questo ricordo infantile dello scienziato, tratto dalla sua biografia sulla wiki:

domenica 23 maggio 2010

Dio e Stephen Hawking

Giovedì 27 maggio, alle 18, ingresso libero fino ad esaurimento posti, presso il Teatro Franco Parenti a Milano, lettura del testo Dio e Stephen Hawking di Robin Hawdon, con Sabrina Colle, Pietro Micci, Vittorio Viviani, Annagaia Marchioro:
Dio decide di incontrare Stephen Hawking per discutere sulla formazione dell'universo. In quanto onnisciente, in ogni luogo e in ogni dove, escogita di interpretare tutti i personaggi che avranno a che fare con la vita dello scienziato.
Con Dio e Stephen Hawking siamo all'eterno, attuale, indispensabile dibattito tra scienza e fede.
E più in generale al rapporto tra laicità e religioni.
Un dibattito di cogente attualità che riguarda sia misere contingenze (pacs, eutanasia, fecondazione assistita, teo-con, laici devoti), sia problematiche filosofiche.
Soprattutto, però, riguardale vere o presunte guerre di civiltà, gli ormai cronici conflitti mondiali, le grandi trasformazioni in atto nel nostro mondo. E anche la qualità e la sopravvivenza della democrazia.
Robin Hawdon, conosciuto autore inglese, tratta questa storia in forma di commedia ma scrive con estrema perizia e conoscenza le varie argomentazioni scientifiche. Spettacolo e divulgazione. Intelligenza e divertimento. In una parola, Teatro.
Con la messinscena di Dio e Stephen Hawking abbiamo l'ambizione di voler portare anche noi, operatori teatrali, uno stimolo e un contributo per poterci confrontare, incontrare e coinvolgere con personalità del mondo cultural-scientifico; nei luoghi dove si svolgono le discussioni e si sviluppano idee e cultura attorno a questi temi fondamentali.
Siamo convinti che in un'era di comunicazione iperveloce, di mass-media ansiotecnologici, di sogni che oramai sono fatti della stessa materia dei reality, il teatro sia il ragionevole recupero della dimensione del tempo. Dell'approfondimento della materia. Dello sviluppo mentale e vitale dell'umana energia. L'universo dove si può e si deve accrescere l'autonomia di pensiero e la capascità critica.