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giovedì 13 ottobre 2016

Nobel 2016: letteratura

Oserei dire che il Premio Nobel per la letteratura del 2016 è epocale! E' stato, infatti, assegnato (come ormai saprete da un po'), a Bob Dylan, probabilmente uno dei più grandi cantautori degli Stati Uniti (se non del mondo).
La motivazione è semplice, e forse anche leggermente incompleta:
per aver creato nuove espressioni poetiche all'interno della grande tradizione della canzone americana
Tra le curiosità diffuse dall'account twitter del Nobel c'è il titolo di un articolo che contiene una citazione a una sua canzone: Nitric oxide and inflammation: The answer is blowing in the wind (sci-hub). Altre ne trovate sul Guardian.
Non dimentichiamo, poi, che è il primo vincotore del Nobel ad avere vinto anche un Oscar!
Vi lascio con una delle mie canzoni preferite del suo vasto repertorio, non soltanto musicalmente, ma soprattutto perché ne rappresenta anche l'impegno civile:

martedì 11 ottobre 2016

Ig Nobel 2016

In attesa dell'annuncio del Premio Nobel per la letteratura 2016, diamo un0occhiata (con colpevole ritardo!) ad alcuni degli Ig Nobel 2016, iniziando da uno di (abbastanza) stretta attualità, quello per la chimica alla Volkswagen
per aver risolto il problema delle eccessive emissioni inquinanti delle automobili grazie a minori emissioni prodotte automaticamente ed elettromeccanicamente ogni volta che le vetture sono in fase di test.
Il premio per la fisica va, invece, a Gábor Horváth, Miklós Blahó, György Kriska, Ramón Hegedüs, Balázs Gerics, Róbert Farkas, Susanne Åkesson, Péter Malik, e Hansruedi Wildermuth
per aver scoperto perché i cavalli dalla criniera bianca sono a prova di tafano e per aver scoperto perché le libellule sono fatalmente attratte dalle pietre tombali nere.
Dettagli su: Carino il premio per l'economia assegnato a Mark Avis, Sarah Forbes, e Shelagh Ferguson
per aver valutato la personalità percepita delle rocce dalla prospettiva delle vendite e del marketing.
Divertente il premio per la letteratura a Fredrik Sjöberg per i tre volumi autobiografici in cui racconta della sua collezione di mosche che sono morte, e di mosche che non sono morte!
Il resto sulla pagina dei premiati.

giovedì 7 ottobre 2010

Nobel 2010: Letteratura

E' a Mario Vargas Llosa, scrittore peruviano, cui è stato assegnato il Nobel per la letteratura 2010:
for his cartography of structures of power and his trenchant images of the individual's resistance, revolt, and defeat
Scrittore dalla grande attività sia come romanziere, sia nel teatro e nella saggistica, è certamente più noto, per quanto possa esserlo uno scrittore, di Herta Muller, la vincitirice dello scorso anno.
Certo c'è da sottolineare che per la seconda volta, dall'inizio dei Nobel di quest'anno, i no nei sondaggi riguardo la conoscenza del campo di ricerca o dell'opera dei vincitori hanno vinto per la seconda volta. La prima è stata in occasione del Nobel per la Fisica, l'unica occasione in cui, fino ad ora, ho risposto si.

Lo scudo di sir Gawain


Sir Gawain and the Green Knight di John Howe
In attesa del Nobel per la Letteratura, facciamo una capatina nel mondo del fantasy con Sir Gawain e il cavaliere verde, poema medievale del XIV secolo tradotto nell'inglese moderno da J.R.R. Tolkien e giunto in Italia per le edizioni Mediterranee nella traduzione di Sebastiano Fusco.
Ciò su cui voglio, però, far cadere l'attenzione del lettore in questa occasione è il simbolo posto sullo scudo di sir Gawain<, che potete ammirare nel magistrale dipinto di apertura di John Howe.
Esso è così descritto nel poema:
Esso è un sigillo che Salomone stabilì in un tempo remoto perché fosse emblema della Lealtà, e ciò per sua stessa natura: consiste infatti in una figura conformata con cinque punte, e ogni linea ad un'altra si sovrappone e poi si collega, e non termina in alcun luogo; sì che gl'Inglesi lo chiamano ovunque, come sento ripetere, il Nodo Infinto.
Detto pentacolo è in effetti una forma geometrica nota anche come pentagramma, molto amato dai pitagorici. Il motivo è semplice: è legato alla sezione aurea.

giovedì 8 ottobre 2009

Nobel 2009: Letteratura

E continuiamo ad occuparci di Nobel, con quello per la Letteratura assegnato da ormai pochi minuti a Herta Müller, scrittrice tedesca di origine rumena. Questa la motivazione del premio:
who, with the concentration of poetry and the frankness of prose, depicts the landscape of the dispossessed
Il premio alla Müller ha anche, come spesso accade, un sapore che va al di là dei meriti letterari del premiato: la scrittrice, infatti, trasferitasi in Germania al seguito del marito Richard Wagner (non è lo stesso delle valchirie, per fortuna!), non ha rinunciato all'impegno politico sia contro il regime di Ceausescu, sia per criticare, laddove necessario, l'attuale politica rumena (come in questa occasione).
Oltre all'attività di scrittrice, la Müller è anche poetessa e traduttrice. E a questo punto non mi resta che dare appuntamento al Nobel più atteso, quello per la Pace, e non dimenticatevi il concorso lanciato da Gravita Zero: potrete finire per una volta come firma su uno dei migliori corporate blog divulgativi che contiamo in Italia. E Science Backstage? Ne parleremo la settimana prossima dopo l'assegnazione dell'ultimo Nobel e l'inevitabile post riassuntivo.

lunedì 2 febbraio 2009

Il signore del linguaggio


Titolo: Il medioevo e il fantastico
Autore: J.R.R. Tolkien
Edizione: Bompiani
La ricerca, anche scientifica, si può trovare ovunque, e i suoi risultati possono generare qualunque stupefacente risultato, anche creare una serie di racconti e romanzi di grande impatto popolare. E' il caso, per esempio, di J.R.R.Tolkien, l'autore che ha raggiunto la fama grazie al successo planetario de Il Signore degli Anelli.
Fantasy classico, è costituito da tre romanzi che sono il corpus centrale e più noto di tutta la produzione tolkeniana, ma non la sua opera migliore, come vedremo fra un po'.
Ciò che però lega l'opera di Tolkien alla ricerca è l'origine della Terra di Mezzo: professore di letteratura inglese a Oxford, Tolkien è stato un grande studioso della letteratura inglese medioevale, in particolare del ciclo di Parsifal, quello in cui viene raccontato come il cavaliere riesce a recuperare il Santo Graal. Per certi versi Il Signore degli Anelli può essere accostato al ciclo arturiano, con Gandalf versione moderna di Merlino e Frodo un improvvisato Artù. Eppure la ricerca di Tolkien non si limita solo a questo.
La ricerca scientifica è anche in grado di creare qualcosa di nuovo, e nel caso di Tolkien lo scrittore britannico ci ha lasciato addirittura un linguaggio creato ex-novo, e solo dopo la sua creazione ha avuto l'idea di creare un mondo nel quale questo nuovo linguaggio potesse essere "vivo": sto parlando del Qenya, l'elfico. Da questa creazione nascono I racconti perduti e I racconti ritrovati, poi ordinati ne Il Silmarillion dal figlio Cristopher. E proprio la ricerca di una lingua che potesse catturare la tradizione britannica, ma essere anche nuova e unica, che potesse accomunare un gruppo più o meno ristretto di persone, rende Il Silmarillion l'opera migliore di Tolkien e ci dimostra come anche un'inutile ricerca come quella in campo letterario può regalarci un risultato di successo mondiale.
Buone letture, fantasy e scientifiche a tutti!
P.S.: Mi scuso per questo post poco ortodosso, ma dovrete abituarvi a piccole derive in ambiti apparentemente poco scientifici!