Iniziamo con la
giraffa:
come è possibile che la giraffa abbia sviluppato un collo lungo a partire da uno piccolo? I caratteri acquisiti non sono trasmissibili. In realtà dipende da come questi caratteri sono stati acquisiti. Il carattere in questione, chiamiamolo
collo lungo, può essere acquisito in due modi differenti: con l'allenamento, alla nascita. Nel primo caso, a furia di spingersi verso l'alto e mangiare le foglie migliori, il cucciolo svilupperà un collo sempre più lungo; i suoi figli, però, per mantenere il vantaggio sugli altri individui della loro specie, dovranno continuare ad allenarsi, non potendo ereditare il
collo lungo per via genetica: un modo poco fruttuoso per mantenere un vantaggio sui propri simili. Ragioniamo invece in quest'altro modo: supponiamo che ad un certo punto nella storia dell'antenato della giraffa spunti una mutazione genetica per cui alcuni cuccioli presentano un collo più lungo dei genitori. Nella lotta per la sopravvivenza questi cuccioli saranno sicuramente avvantaggiati relativamente all'evento
mangiare le foglie più in alto e come avviene sempre in natura coloro che acqusiscono un vantaggio genetico sono attratti uno verso l'altro e tendono così a riprodursi e a diffondere e rinforzare nel tempo la mutazione, ovviamente fin tanto che questa continua a essere effettivamente utile. Il resto del gruppo, vista la sconfitta, darà origine a una specie differente specializzata in altri tipi di alimentazione o più semplicemente si estinguerà.
Questo secondo meccanismo che ho descritto è plausibile e, se vogliamo, è stato anche verificato dai pescatori di mezzo mondo: il pescato di molti pesci oceanici è peggiorato negli ultimi 20 anni in qualità. I pesci che giungono sulle nostre tavole, infatti, sono diventati sempre più piccoli, e questo perché l'alta intensità con cui si è pescato nelle acque di mezzo mondo ha selezionato gli individui con le dimensioni più piccole, ovvero ha reso inutile il gene
lunghezza maggiore a favore di quello
lunghezza minore. In pratica la diminuzione dei pesci più lunghi ha reso sempre meno probabile la diffusione del gene in cui erano contenute le informazioni sulle loro dimensioni, apparentemente peggiorando la specie, ma in realtà rendendola più adatta alle nuove condizioni ambientali.