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giovedì 5 novembre 2009

Un nuovo senso comune dello spazio

invito a Emporium
Ieri sera, alle 18:00, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano è stata presentata alla stampa e ad alcuni ospiti la nuova mostra ospitata dal museo stesso, Emporium. A New Common Sense of Space, che è stata aperta al pubblico proprio questa mattina e che potrà essere visitata fino all'8 dicembre.
Beatrice Leanza alla presentazione
La mostra, realizzata con il patrocinio dei consolati di Cina, Corea, Giappone, è curata da Beatrice Leanza, che lavora ormai da anni in Oriente (si è sentito dall'accento particolare che ha assunto il suo italiano durante la fase iniziale della presentazione, alla quale è intervenuto anche Giuliano Urbani, presidente del Museo) e che ha raccolto le opere degli artisti orientali raccolti nella mostra.
E qui il primo problema, o perplessità, sulla mostra stessa: perché ospitarla al Museo Leonardo da Vinci, simbolo per eccellenza non solo di Leonardo, ma anche della scienza e della tecnica? Il motivo più ovvio, che nessuno cita forse per la sua ovvietà, sta proprio nella figura di Leonardo, che come abbiamo già visto è stata omaggiata grazie al progetto sul Cantiere del Duomo: un artista e un ingegnere, una figura che assomma in se alcune delle caratteristiche tipiche degli scienziati veri e propri, applicandole poi al mondo dell'arte. C'era forse altro da aggiungere?
In effetti sembrano soprattutto i soliti motivi, promozione dell'Expo 2015 e consolidamento dei rapporti con i paesi orientali i principali motivi per portare in Italia questo allestimento, che si concluderà in prossimità della locale festa di Sant'Ambrogio. La conferenza in se, comunque, è decisamente molto breve, questo per consentire a giornalisti e ospiti di esplorare nel modo migliore possibile la mostra, toccando così con mano perché debba essere ospitata dal Museo Leonardo da Vinci.
E vediamo che cosa si trova il visitatore all'interno della sala dedicata agli artisti orientiali.

venerdì 16 ottobre 2009

Leonardo e il cantiere del Duomo di Milano

Museo Nazionala della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
L'arietta era fresca, ieri mattina, andando al Museo Leonardo da Vinci, nonostante l'ora, le 11:30. Entrato nel museo, ecco che le frecce indirizzano ospiti e accreditati della stampa verso la Sala del Cenacolo. Nell'anticamera c'è la fase di registrazione e la consegna della cartelletta con il materiale: quindi ci si può accomodare nella sala vera e propria, prima però il passaggio da un salottino dove già sono pronti i tavolini per l'aperitivo.
L'evento che organizzato dall'illustre Museo milanese è la presentazione di Leonardo Da Vinci e il cantiere del Duomo di Milano, un nuovo allestimento incentrato sulla storia del Cantiere del Duomo e sui suoi rapporti con quel genio di Leonardo da Vinci e che verrà aperto al pubblico a partire da sabato 17 ottobre. All'allestimento è anche abbinato un sito multimediale realizzato in flash, la cui proiezione è anche molto (inutilmente) fotografata.
L'allestimento è realizzato dal Museo in collaborazione con l'associazione IRIS, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, la Fondazione Cariplo, il Comune di Milano, l'Ufficio Scolastico per la Lombardia. In rappresentanza di parte di queste istituzioni intervengono alla conferenza stampa Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo Leonardo da Vinci, Massimiliano Orsatti, assessore del Comune, Dario Bolis per la Fondazione Cariplo, Benigno Mörlin Visconti Castiglione direttore della Fabbrica, Maurizio Gusso presidente dell'IRIS, Claudio Giorgione del Museo Leonardo da Vinci.

domenica 14 giugno 2009

Il pendolo di Skoda

Nel 1583 Galileo Galilei scoprì l'isocronismo del pendolo. La leggenda vuole che Galilei ebbe l'intuizione osservando le oscillazioni di una lampada nella navata centrale del Duomo di Pisa. A quel punto ecco il pendolo, uno strumento semplicissimo costituito da una corda e da un pesetto legato a un capo del filo, mentre l'altro viene fissato.
Il pendolo è però uno strumento complesso da studiare ed è possibile trovare una soluzione semplice al problema, la periodicità delle oscillazioni, solo se si fa l'approssimazione delle piccole oscillazioni.
In questo caso la legge per calcolare il periodo è data dall'equazione: \[T = 2 \pi \sqrt{\frac{l}{g}}\] dove $T$ è il periodo di oscillazione, $l$ la lunghezza del filo e $g$ l'accelerazione di gravità.
Come si può notare il periodo di oscillazione non dipende dalla massa del pesetto, ma solo dalla lunghezza del filo: questa equazione può essere determinata con dei calcoli o nello stesso modo con cui la scoprì Galileo (anche se per scriverla non usò lo stesso simbolismo, ma la descrisse a parole), ovvero con dei semplici esperimenti.