Network Bar

Visualizzazione post con etichetta osservatorio astronomico di brera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta osservatorio astronomico di brera. Mostra tutti i post

mercoledì 30 ottobre 2019

Raggio di Schwarzschild

Alla fine quanto avevo promesso non sono riuscito a mantenerlo, però ci tengo a recuperare in ogni caso le immagini dei mesi di settembre e ottobre. Quest'oggi si va con l'immagine astronomica relativa al raggio di Schwarzschild (leggete anche le puntate di aprile e giugno de Le grandi domande della vita), sempre tratta dalla mostra Da zero a infinito. Ovviamente è anche disponibile, pur se in ritardo, il calendario di settembre (pdf).

lunedì 3 giugno 2019

Giugno da zero a infinito

Sono quasi puntuale con il calendario del mese di giugno, questo mese rappresentato dalla costante di struttura fine sempre dalle immagini della mostra Da zero a infinito. Prima di lasciarvi all'immagine, vi ricordo il link per scaricare il pdf del calendario e, visto che ci sono, vi segnalo anche l'articolo sulla fisica di Riemann, dove ho scritto un paio di cose proprio sulla costante di struttura fine.

martedì 17 aprile 2018

Settimana dell'Astronomia: giorno due

Prosegue la pubblicazione degli articoli di presentazione delle sedi INAF legati alla Settimana dell'Astronomia. Quest'oggi è stato il turno di:

sabato 30 settembre 2017

Appunti da un'inaugurazione

Ieri sera, all'interno della Notte dei Ricercatori (evento che a Milano è diventato Meet me tonight, prolungandosi anche a oggi), è stato inaugurato il restaurato telescopio Merz-Repsold utilizzato da Carlo Virginio Schiaparelli per osservare il pianeta Marte. A segutio del simbolico taglio del nastro della sala sugli strumenti astronomici (il telescopio prende il posto del pendolo di Foucault) ecco che ci si sposta nella Sala delle Colonne per una conferenza dedicata non solo al telescopio di Schiaparelli, ma anche all'astronomia che l'Istituto Nazionale di Astrofisica sta portando avanti con i suoi ricercatori nei grandi progetti in cui si trova coinvolto.
L'importanza dell'evento viene sottolineata dalla presenza del presidente dell'INAF, Nichi D'Amico, che esplicitamente afferma come la serata organizzata dal Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" con l'esposizione del telescopio di Schiaparelli assume un'importanza nazionale grazie al ruolo che il telescopio ha avuto non solo nella storia dell'astronomia, ma anche nella storia dell'Italia stessa.
In effetti la richiesta di finanziamenti per la costruzione del telescopio da parte di Schiaparelli arrivava in un momento economicamente difficile: siamo nel 1878 e nella discussione in parlamento del 10 giugno di quell'anno Quintino Sella, amico di Schiaparelli, interviene per difendere la richiesta dell'astronomo:
Certo le nostre condizioni economiche sono gravi. Ma per risolvere le difficoltà economiche che cosa conviene fare? Per stimolare l'attività economica di un paese, puossi egli prendere l'uomo da un lato solo? Si raggiunge più presto l'intento stimolando un'operosità soltanto, o stimolando in genere l'operosità tutta dell'uomo? L'uomo è un essere unilaterale, o è un essere complessivo che vuole essere considerato in tutte le facoltà sue?
Come ricordato da Gianpiero Tagliaferri, direttore dell'Osservatorio Astronomico di Brera, ci vorrebbero ancora oggi delle visioni politiche di tal genere (aggiungerei che ci vorrebbero anche tra molti, tra vip e gente comune, che spesso di permettono di commentare senza pensare!).

mercoledì 27 settembre 2017

Meet me tonight: la notte dei ricercatori a Milano

La Notte dei Ricercatori è un evento istituito dall'Unione Europea per avvicinare i cittadini al mondo della ricerca, ma anche per costringere i ricercatori ad avvicinarsi al pubblico generico. Uno degli effetti che l'iniziativa ha avuto arrivata in Italia è stato quello di generare una serie di progetti e... "sotto marchi" tipici di regioni o di città che si uniscono sotto uno stesso ombrello. Nel caso di Milano la Notte dei Ricercatori diventa Meet me tonight, un vasto programma di incontri spalmato sui due giorni del 29 e 30 settembre 2017 e che tra gli altri coinvolge il Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci", il Museo di Storia Naturale e l'Osservatorio Astronomico di Brera, sia con la sua sede di Merate, sia con quella milanese. In particolare quest'ultima si sdoppia sulle due location del "Leonardo" e del Museo di Storia Naturale con l'evento clou dell'inaugurazione dell'esposizione del telescopio con cui Carlo Virginio Schiaparelli osservò Marte.
Ad ogni buon conto potrete dare un'occhiata a tutti gli eventi che coinvolgono l'OAB sia sul sito dell'Osservatorio sia su Edu INAF.
Buona Notte dei Ricercatori a tutti!

venerdì 7 gennaio 2011

L'evoluzione nell'universo: galassie ellittiche


Dettaglio da Red Shift di Franz Skringer
Il redshift, o spostamento verso il rosso, è dovuto all'effetto Doppler applicato alle onde elettromagnetiche.
L'effetto Doppler lo sperimentiamo abbastanza quotidianamente, ad esempio quando la sirena dei pompieri o dell'ambulanza del pronto soccorso si avvicina: nella fase di avvicinamento il suono si fa più intenso per poi diminuire allontanandosi. Questo perché le onde sonore generate dalla sirena hanno uno spazio sempre minore (o maggiore) per giungere fino al nostro orecchio, quindi il numero di picchi che ci raggiunge nell'unità di tempo è sempre maggiore (o minore), senza che però ci sia alcun reale cambiamento nell'onda emessa. Allo stesso modo, quando un'onda elettromagnetica viene emessa da una fonte lontana, questa subisce uno spostamento verso il blu se l'origine è in avvicinamento, verso il rosso se è in allontanamento rispetto al punto di ricezione.
In particolare, essendo il nostro universo in espansione, si osserverà principalmente uno spostamento verso il rosso, un redshift. Per valutare l'effetto di tale spostamento, ci viene in aiuto la relatività speciale o ristretta(1). In particolare la frequenza $\nu$ osservata sarà legata alla frequenza emessa $\nu_0$ dalla seguente relazione:

venerdì 17 dicembre 2010

Guida galattica al sistema solare

E' una sorta di paralipomeno alla Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams, Seconda stella a destra di Andrea Bernagozzi e Davide Cenadelli, giunti nella Cupola Fiore dell'Osservatorio di Brera per presentare il loro libro.
La loro presentazione è anche semplice e brillante: i due, in una sorta di gioco delle parti che ricorda a tratti quello di Antonello Dose e Marco Presta (quelli del Coniglio), descrivono i contenuti del libro, una semplice guida scritta per i turisti del 12009 che, provenienti dalle colonie lontane dal sistema solare e desiderosi di arrivare lì dove sono le loro origini, giungono per prima volta nei pressi della Terra. In questo gioco con il pubblico si cala perfettamente Cenadelli, mentre alcune delle affermazioni più serie (non me ne voglia quest'ultimo) provengono da Bernagozzi, come ad esempio i chiarimenti sulle splendide immagini che arricchiscono il libro, e che vengono proiettate sullo schermo alle spalle dei due autori.
Queste, accreditare tutte nelle pagine conclusive del libro, provengono dai siti dei principali enti di ricerca astronomica internazionali, come l'Esa o la Nasa. Queste immagini, che vanno necessariamente e doverosamente accreditate, sono rese pubblicamente disponibili, come molti dei dati che poi verranno elaborati dagli astronomi. Tutte queste informazioni è importante che siano pubblicamente disponibili(1), perché i risultati ottenuti da queste grandi collaborazioni sono pagati con i soldi delle tasse di tutti i cittadini, e quindi è importante che i risultati, tra cui le foto astronomiche, ritornino disponibili a tutti i contribuenti. Ovviamente i due astronomi hanno comunicato ai vari enti l'uso a scopi commerciali delle loro immagini, e gli enti sono stati ben contenti dell'informazione, e anzi sembra che abbiano suggerito anche le immagini da utilizzare.
Alle immagini è legata anche un'interessante curiosità: la stesura del testo è venuta dopo la scelta delle immagini da utilizzare. In pratica il testo che è giunto tra gli scaffali delle librerie è solo l'ultimo passaggio del processo creativo. Il primo, invece, viene dall'editore, la Sironi, che in pratica, dopo aver contattato i due autori per proporre loro di scrivere un libro di divulgazione astronomica, ma con un taglio giocoso, di tipo fantascientifico, hanno anche imposto il titolo. Secondo alcune recenti ricerche di marketing, infatti, un libro con un titolo che richiama ad una canzone di successo, vende di più.

mercoledì 18 marzo 2009

Guarda che Luna!

Nel centro della zona Brera, a Milano, in una apparentemente strana connessione tra arte e scienza, all'interno dell'edificio che ospita la Pinacoteca, il visitatore può trovare la Biblioteca Nazionale Braidense, l'Accademia delle Belle Arti, l'Orto Botanico e l'Osservatorio Astronomico. Questa commistione viene ben riassunta dalla bella mostra per immaggini Guarda che Luna!, dal titolo della famosa canzone di Fred Buscaglione.
La mostra, allestita nella Sala Maria Teresa della Biblioteca Braidense, nasce dalla collaborazione tra la Biblioteca stessa e l'Osservatorio: le venti e più bacheche allestite raccontano una sorta di storia delle osservazioni celesti e della Luna in particolare, protagonista della mostra per molti motivi.
Andiamo, però, con ordine. Nell'incontro con la curatrice della mostra, Agnese Mandrino, ho avuto modo non solo di sentire dalla sua viva voce la descrizione dell'allestimento, ma anche di apprezzare, al di là dell'interesse del fisico verso questa materia, le immagini scelte per la mostra.
L'idea dell'allestimento è quella di mostrare i libri che hanno fatto la storia dell'astronomia: si inizia con le immagini di Urania, il simbolo dell'universo e dell'osservazione celeste, passando per un pezzo d'arte e scienza come l'Astronomicum caesareum di Pietro Apiano. Una teca, poi, viene dedicata ai sistemi astronomici tolemaico e copernicano: un modo semplice ma anche efficace per rappresentare il cambiamento tra un sistema di pensiero ad un altro. Le differenze tra i due sistemi, in effetti, non sono molto a vedersi, ma sono fondamentalmente importanti: mentre il sistema tolemaico aveva col tempo acquisito significati anche simbolici, alchemici e astrologici, il sistema copernicano li faceva cadere, poiché mettendo al centro il Sole, anche la simbologia dietro al sistema planetario andava improvvisamente a subire dei seri attacchi scientifici. La saggezza e gli insegnamenti, comunque, di alcune osservazioni pre-copernicane non vengono a decadere completamente, come dimostrano le citazioni di accompagnamento alle immagini: soprattutto nella prima parte la fa da padrone William Shakespeare, che ha spesso descritto in maniera efficace i sentimenti degli esseri umani.