
Francobollo celebrativo dell'impresa di Gagarin
Era il 1961. Il Premio Nobel per la fisica veniva assegnato a
Robert Hofstadter
per i suoi studi pionieristici sullo scattering (diffusione) degli elettroni nei nuclei atomici e per le scoperte conseguenti sulla struttura dei nuclei atomici
e a
Rudolf Ludwig Mössbauer
per le sue ricerche riguardanti l'assorbimento della risonanza dei raggi gamma e la conseguente scoperta dell'effetto che porta il suo nome.
Nel frattempo l'Unione Sovietica mette a segno un colpo difficile da digerire per gli Stati Uniti d'America.
Questi ultimi, seguendo il programma di sperimentazione animale, il
31 gennaio avevano inviato lo scimpanzé
Ham nello spazio a bordo della
Mercury-Redstone 2.
Erano, però, completamente ignari che il
12 aprile il sovietico
Yuri Gagarin a bordo della
Vostok 1 avrebbe compiuto il primo volo umano nello spazio. La leggenda narra che Gagarin, in barba a qualunque nazionalismo, disse:
Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.
Per gli Stati Uniti l'unico modo di rispondere è inviando, il
5 maggio, anche loro un essere umano nello spazio: era
Alan Shepard a bordo della
Freedom 7.
L'Unione Sovietica, però, non resta ferma a guardare: il
19 maggio Venera 1 compie il primo
flyby intorno a Venere e soprattutto il
6 agosto mandano un secondo uomo nello spazio,
Gherman Titov a bordo della
Vostok 2.