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domenica 15 ottobre 2017

La termodinamica della pasta

Sempre interessanti i contenuti, anche video, che propone Dario Bressanini (visto di sfuggita a Torino durante il Salone del Libro 2017 durante la presentazione del Comics&Science scritto da Alfredo Castelli insieme con Stefano Bagnasco e Beatrice Mautino), in particolare questa serie di tre dedicati alla cottura della pasta. La cosa più interessante è l'ovvietà di quanto raccontato da Dario, soprattutto se si pensa che il processo non è molto dissimile, dal punto di vista termodinamico, a quanto accade con l'infusione del té o di una qualunque tisana. Ovviamente bisogna prestare attenzione a tanti piccoli particolari che possono rendere l'esito finale indesiderato, ma state pur certi che funziona!

martedì 3 ottobre 2017

Premi Nobel 2017: Fisica

Come ormai saprete, i Nobel per la Fisica 2017 sono stati assegnati a Rainer Weiss, Barry Barish e Kip Thorne
per il contributo decisivo al rilevatore LIGO e l'osservazione delle onde gravitazionali
Un po' come il premio a Peter Higgs, questo ai fondatori di LIGO (manca solo Ronald Drever, morto all'inizio di marzo di quest'anno), anche questo era ampiamente atteso (se ne vociferava già al congresso SAIt e durante la Notte dei Ricercatori).
Non mi dilungo in eccesive spiegazioni, rimandandovi a Le mistiche onde gravitazionali che avevo scritto poco meno di un anno fa, ma vorrei semplicemente far notare l'intruso nel trio: Thorne, infatti, a differenza dei due suoi colleghi, è un fisico teorico. Vince giustamente il Nobel in quanto fondatore dell'esperimento, ma è altrettanto indubbio che, in occasione del Nobel per l'Higgs, non venne assegnato nessun premio ai fisici sperimentali che la scoperta la realizzarono nella pratica. A mio modesto parere direi che siamo di fronte all'ennesimo smacco al CERN da parte dell'Accademia delle Scienze svedese.
Abbott, B. P., Abbott, R., Abbott, T. D., Abernathy, M. R., Acernese, F., Ackley, K., ... & Adya, V. B. (2016). Observation of gravitational waves from a binary black hole merger. Physical review letters, 116(6), 061102. doi:10.1103/PhysRevLett.116.061102

sabato 30 settembre 2017

Appunti da un'inaugurazione

Ieri sera, all'interno della Notte dei Ricercatori (evento che a Milano è diventato Meet me tonight, prolungandosi anche a oggi), è stato inaugurato il restaurato telescopio Merz-Repsold utilizzato da Carlo Virginio Schiaparelli per osservare il pianeta Marte. A segutio del simbolico taglio del nastro della sala sugli strumenti astronomici (il telescopio prende il posto del pendolo di Foucault) ecco che ci si sposta nella Sala delle Colonne per una conferenza dedicata non solo al telescopio di Schiaparelli, ma anche all'astronomia che l'Istituto Nazionale di Astrofisica sta portando avanti con i suoi ricercatori nei grandi progetti in cui si trova coinvolto.
L'importanza dell'evento viene sottolineata dalla presenza del presidente dell'INAF, Nichi D'Amico, che esplicitamente afferma come la serata organizzata dal Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" con l'esposizione del telescopio di Schiaparelli assume un'importanza nazionale grazie al ruolo che il telescopio ha avuto non solo nella storia dell'astronomia, ma anche nella storia dell'Italia stessa.
In effetti la richiesta di finanziamenti per la costruzione del telescopio da parte di Schiaparelli arrivava in un momento economicamente difficile: siamo nel 1878 e nella discussione in parlamento del 10 giugno di quell'anno Quintino Sella, amico di Schiaparelli, interviene per difendere la richiesta dell'astronomo:
Certo le nostre condizioni economiche sono gravi. Ma per risolvere le difficoltà economiche che cosa conviene fare? Per stimolare l'attività economica di un paese, puossi egli prendere l'uomo da un lato solo? Si raggiunge più presto l'intento stimolando un'operosità soltanto, o stimolando in genere l'operosità tutta dell'uomo? L'uomo è un essere unilaterale, o è un essere complessivo che vuole essere considerato in tutte le facoltà sue?
Come ricordato da Gianpiero Tagliaferri, direttore dell'Osservatorio Astronomico di Brera, ci vorrebbero ancora oggi delle visioni politiche di tal genere (aggiungerei che ci vorrebbero anche tra molti, tra vip e gente comune, che spesso di permettono di commentare senza pensare!).

mercoledì 27 settembre 2017

Meet me tonight: la notte dei ricercatori a Milano

La Notte dei Ricercatori è un evento istituito dall'Unione Europea per avvicinare i cittadini al mondo della ricerca, ma anche per costringere i ricercatori ad avvicinarsi al pubblico generico. Uno degli effetti che l'iniziativa ha avuto arrivata in Italia è stato quello di generare una serie di progetti e... "sotto marchi" tipici di regioni o di città che si uniscono sotto uno stesso ombrello. Nel caso di Milano la Notte dei Ricercatori diventa Meet me tonight, un vasto programma di incontri spalmato sui due giorni del 29 e 30 settembre 2017 e che tra gli altri coinvolge il Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci", il Museo di Storia Naturale e l'Osservatorio Astronomico di Brera, sia con la sua sede di Merate, sia con quella milanese. In particolare quest'ultima si sdoppia sulle due location del "Leonardo" e del Museo di Storia Naturale con l'evento clou dell'inaugurazione dell'esposizione del telescopio con cui Carlo Virginio Schiaparelli osservò Marte.
Ad ogni buon conto potrete dare un'occhiata a tutti gli eventi che coinvolgono l'OAB sia sul sito dell'Osservatorio sia su Edu INAF.
Buona Notte dei Ricercatori a tutti!

domenica 13 agosto 2017

Big Bang e buchi neri

Non scrivendo da un bel po', ho deciso che forse un post sprint fatto soprattutto di link potrebbe anche andare bene in questo periodo. Parto da un'idea ispirata da uno scritto più che altro filosofico: il big bang è un buco nero?
A quanto pare esiste una teoria, sviluppata da Nikodem Poplawski, in particolare nell'articolo Radial motion into an Einstein–Rosen bridge (pdf), che ha destato interesse sia in science.com sia sul National Geographic.
Sull'argomento, comunque, direi che potete dare un'occhiata a una puntata del podcast di Fraser Cain su Universe Today, cui aggiungo The Big Bang, Black Holes, and the evolution of the Universe e Is the Big Bang a black hole?
Buona lettura!

venerdì 30 giugno 2017

Asteroid Day in Italia

Non ci sono solo gli Occhi su Saturno in questa estate astronomica, ma anche l'Asteroid Day. L'iniziativa, nata nel 2014 grazie a Brian May, Danica Remy, Grigorij Richters e Rusty Schweickart, ha come obiettivo quello di divulgare i pericoli del cosmo, in particolare quelli derivanti dall'impatto con un asteroide, e quanto siamo impreparati di fronte a un evento del genere, tipo quello di Tunguska del 30 giugno 1908.
Un po' in tutto il mondo vengono, allora, organizzate conferenze, incontri, osservazioni del cielo. E per vedere le iniziative sparse in Italia, basta fare uno zoom della mappa messa a disposizione dal sito ufficiale dell'Asteroid Day.
Ci saranno eventi presso l'Osservatorio Astronomico della Valle d'Aosta alle 20:45; la Specola Segusina a Susa (Torino) alle 21:30; il Planetario di Lecco alle 21; l'Osservatorio Astronomico del Righi alle 21:30; l'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese alle 21; il Centro di Scienze Naturali di Prato alle 21:30; l'Osservatorio Copernico di Saludecio; il Planetario Pythagoras di Reggio Calabria alle 21:00; e infine il Planetario dell'Unione Sarda a Cagliari alle 21, oltre a una serie di eventi organizzati dall'Osservatorio Bellatrix a Frosinone.
Quindi, nelle prossime settimane, per chi volesse alzare gli occhi al cielo, ci sono un po' di occasioni: non lasciatevele sfuggire!

lunedì 29 maggio 2017

Buzz Aldrin alla Wired Next Fest

Non sono riuscito ad arrivare in tempo per assistere dall'interno della Wired house alla conferenza di Buzz Aldrin, il secondo uomo a mettere piede sulla Luna. Per fortuna il maxischermo all'esterno ha permesso di vederlo, di rendersi conto, anche se mediato in questo modo, della forza del personaggio, del carisma, del magnetismo di un uomo che va ormai per i novanta ma che non si stanca ancora oggi di puntare gli occhi verso il cielo. Verso Marte, per la precisione!

domenica 28 maggio 2017

Braincontrol

Sulla conferenza di @pascalif a #WNF17 dedicata a @brainctrl
In questo fine settimana a Milano oltre ad arrivare il Giro d'Italia con una cronometro che assegnerà anche la maglia rosa definitiva, si sta svolgendo, come ogni anno, la Wired Next Fest. Come ogni anno è ricca di incontri più o meno interessanti, e come ogni anno vado sempre a farci una capatina: sita nei Giardini Pubblici "Indro Montanelli" a Porta Venezia, vede quest'anno come tema principale quello dell'intelligenza artificiale. Delle miriadi di incontri svolti tra la Wired house, il Planetario e i vari "cubi" sparsi nelle vicinanze del Museo di Storia Naturale, ieri ho seguito un trittico abbastanza interessante: uno sulla robotica del FabLab, quindi un incontro con i giovani registi italiani di Mine, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, e infine l'interessantissimo incontro con il calabrese (che ha studiato a Siena) Pasquale Fedele per il suo progetto Braincontrol, che permette di utilizzare il pensiero per muovere oggetti e comunicare con il mondo!
Non è una novità che si stiano svolgendo ricerche sullo sviluppo di sistemi in grado di permettere agli esseri umani di svolgere alcuni compiti, all'inizio semplici, utilizzando il pensiero. Avevo scritto, qualcosa come 8 anni fa, una breve news su un esperimento che aveva permesso di twittare utilizzando degli elettrodi posti sulla testa. Ora con Braincontrol si può dire che si fa sul serio.

martedì 9 maggio 2017

Serviva solo uno sponsor

ResearchBlogging non ha chiuso, contrariamente a quanto precedentemente annunciato. C'era solo bisogno di un nuovo sponsor, The Self-Regulation Institute. Nell'e-mail che è stata inviata ai blogger iscritti al servizio, era presente il messaggio del fondatore dell'istituto, Stuart Shanker:
I cannot begin to tell you how excited I am that the Self-Regulation Institute (SRI) is taking over researchblogging.org. As our name conveys, we are committed to the core principle of self-regulation. The blog epitomizes this core principle. It represents a world in which science is “distributed” in the social cognition sense. Where the boundary between academic and non-academic is blurred, and what drives the agenda is the value of the research as determined by the “research community,” in the broadest sense of that term.
L'avventura ricomincia!

sabato 15 aprile 2017

La chiusura di ResearchBlogging


La prima home page del ReseatchBlogging in italiano
Era la fine del 2010 quando, grazie agli sforzi innanzitutto di Peppe Liberti, riuscimmo a dare il via alla sezione in lingua italiana dell'aggregatore di blog scientifici ResearchBlogging. Oggi, come annunciato nel blog del sito da Wesley Dodson, l'aggregatore chiuderà i battenti. Finisce un'avventura, un progetto interessante, che in Italia veniva utilizzato da un numero sempre più esiguo di blogger.
In mancanza di altri dettagli, si possono solo immaginare le cause (forse una mancanza di fondi? o l'ennesima vittima del successo dei social?) e restare in attesa se il suo posto potrà essere preso da qualcosa di analogo, a maggior ragione dopo che ScienceSeeker ha abbandonato il generatore automatico di citazioni similare a quello di RB.

lunedì 3 aprile 2017

domenica 26 febbraio 2017

(non) carnevale della fisica #23

Edizione minimale e, diciamo così, speciale dedicata a Trappist-1 e al suo piccolo sistema planetario costituito da sette pianeti rocciosi, tutti più o meno paragonabili alla Terra e all'interno della fascia abitabile della stella. Inizio con Sandro Ciarlariello:
In un certo senso fondiamo le nostre aspettative sulle nostre esperienze; ovvero abbiamo sempre visto, per secoli, la Terra come un'eccezione, come un qualcosa di singolare, circondata da altri pianeti completamente diversi dal nostro. Ecco, quindi quando sentivamo di pianeti simili a Giove eravamo sempre sorpresi ma, allo stesso tempo delusi. Appena sono iniziati a sbucare i primi pianeti grandi come la Terra ecco che abbiamo tutti iniziato ad alzare la testa: gli esopianeti (ovvero i pianeti al di fuori del sistema solare) erano vivi e lottavano con noi. A quel punto sono sbucati anche pianeti in stelle vicine, sempre più vicine. E poi, oggi: ben sette pianeti, e poi anche simili alla Terra, tutti nello stesso sistema solare.
Passo ora a Marco Castellani su Gruppo locale (la versione su Medium):
Sì, perché questi pianeti — a differenza della grande maggioranza di quelli conosciuti — sono probabilmente tutti rocciosi ed anzi simili alle dimensioni della nostra Terra. Stiamo parlando senz’altro del più grande numero di pianeti di tipo terrestri rilevato attorno ad una sola stella.
A scrivere della notizia per OggiScienza è Veronica Nicosia, i cui ottimi articoli stanno entrando con una certa frequenza in queste edizioni del (no) carnevale:
Abbiamo trovato sette sorelle della Terra. Michael Gillon, a capo del telescopio Trappist e ricercatore dell’Università di Liegi, in Belgio, lo ha annunciato tradendo una grande emozione. Alle 19 del 22 febbraio, ora italiana, la NASA finalmente ha fatto il suo annuncio. A 39 anni-luce dalla Terra, intorno a una stella nana che è più piccola del nostro Sole e molto più fredda, ci sono sette esopianeti che hanno caratteristiche molto simili al nostro.

domenica 12 febbraio 2017

DarwinDay: infografica evolutiva

Come ho mostrato a giugno 2016, il dibattito sull'evoluzione negli Stati Uniti è sempre acceso. D'altra parte la teoria dell'evoluzione dall'altra parte dell'oceano non è in così buona salute come dovrebbe, come raccontato dagli estratti che pubblico qui sotto da un'infografica sullo stato dell'evoluzione negli USA (via Rebecca Rupp).

mercoledì 11 gennaio 2017

Finanziare la ricerca in Italia

Nel mio vasto database di bozze da cui attingere, alcune così vecchie da generare odori nauseabondi, mi sono ritrovato con la seguente citazione, tratta da un sito che ha cambiato destinazione d'uso (ora è dedicato allo shopping!) e che va bene più o meno per tutte le stagioni:
In Italia sono in molti a lamentare una scarsa attenzione alla ricerca, dato che determina la famosa fuga dei cervelli all'estero, verso Paesi più attenti all'innovazione scientifica. La crisi c'è, e non solo in Italia, perciò è necessario ingegnarsi. Anche per la ricerca scientifica si è pensato al crowdfunding, e Breakout Labs è una delle piattaforme più interessanti nell'ambito.
Si tratta di un progetto firmato dalla fondazione Thiel, realtà che ha sede a San Francisco, e che da anni si occupa di promuovere interessanti lavori di ricerca. Come funziona Breakout Labs?
Coloro che hanno intenzione di richiedere sovvenzioni, devono leggere attentamente le condizioni a cui devono rispondere i progetti di ricerca scientifica, tra cui compare il fatto che il tutto possa essere realizzato fuori dall'università dove lavora chi ha fatto istanza di finanziamento.
I progetti presentati vengono poi sottoposti a un iniziale vaglio da parte del comitato consultivo della fondazione e, una volta approvati, sono resi pubblici al fine di poter ricevere donazioni, che possono raggiungere la cifra massima di 350.000$. Una volta raggiunto il finanziamento completo e commercializzato il progetto, il ricercatore si impegna a riconoscere parte delle royalty a Breakout Labs.
In Italia avrebbe successo una piattaforma di crowdfunding per finanziare la ricerca scientifica? Voi cosa ne pensate?
Partendo dalla domanda finale, mi sono messo in testa di dare un'occhiata la panorama del crowdfunding in Italia, che vede Eppela come il principale sito del genere anche grazie alla più o meno grande flessibilità nella proposizione di progetti. Nella ricera mi hanno aiutato gli elenchi proposti su Economy Up, dove vienanche descritta bene la differenza tra le tipologie, mentre ogni progetto viene brevemente presentato, e su italian crowdfunding, dove invece ogni piattaforma viene presentata atraverso un'agile tabella che mette subito a colpo d'occhio i dati essenziali.
Partendo dalla domanda finale della citazione, il portale che risponde a essa è Universitiamo, realizzato dall'Università di Pavia e che sembra stia riscutotendo un discreto successo (certo c'è da dire che ancora progetti divulgativi non sembrano essere così appetibili, ma forse i tempi non sono ancora maturi, almeno in Italia).
A questo sito pretamente universitario affiancherei Schoolraising, il crowdfunding per i progetti delle scuole italiane, che come Universitiamo risponde all'esigenza degli operatori del settore di finanziare progetti e proposte a fronte del taglio di investimenti.
Altra piattaforma interessante è, poi meridonare, che ha il più che lodevole obiettivo di finanziare progetti per il meridione.
Quest'ultimo è anche a carattere generalista al di là del localismo, si intende) e non mi metto a elencare tutti i siti di crowdfunding generalisti che potrebbero essere utilizzati per finanziare la ricerca e la scuola oltre i fondi statali. Aggiungo all'elenco, come chicca finale, Bumers, il sito degli scrocconi che, per certi versi, potrebbe essere considerato la risposta itliana a Patreon.
L'ormai morto permalink dela citazione recita come segue: http://www.crowdfundingo.it/breakout-labs-crowdfunding-per-la-ricerca-scientifica/