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domenica 28 maggio 2017

Braincontrol

Sulla conferenza di @pascalif a #WNF17 dedicata a @brainctrl
In questo fine settimana a Milano oltre ad arrivare il Giro d'Italia con una cronometro che assegnerà anche la maglia rosa definitiva, si sta svolgendo, come ogni anno, la Wired Next Fest. Come ogni anno è ricca di incontri più o meno interessanti, e come ogni anno vado sempre a farci una capatina: sita nei Giardini Pubblici "Indro Montanelli" a Porta Venezia, vede quest'anno come tema principale quello dell'intelligenza artificiale. Delle miriadi di incontri svolti tra la Wired house, il Planetario e i vari "cubi" sparsi nelle vicinanze del Museo di Storia Naturale, ieri ho seguito un trittico abbastanza interessante: uno sulla robotica del FabLab, quindi un incontro con i giovani registi italiani di Mine, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, e infine l'interessantissimo incontro con il calabrese (che ha studiato a Siena) Pasquale Fedele per il suo progetto Braincontrol, che permette di utilizzare il pensiero per muovere oggetti e comunicare con il mondo!
Non è una novità che si stiano svolgendo ricerche sullo sviluppo di sistemi in grado di permettere agli esseri umani di svolgere alcuni compiti, all'inizio semplici, utilizzando il pensiero. Avevo scritto, qualcosa come 8 anni fa, una breve news su un esperimento che aveva permesso di twittare utilizzando degli elettrodi posti sulla testa. Ora con Braincontrol si può dire che si fa sul serio.
Il progetto che Fedele porta avanti attraverso la società Liquidweb è semplice ma efficace: utilizzando un caschetto con alcuni elettrodi, vengono interpretati i segnali elettrici inviati dal cervello nel momento, ad esempio, in cui si pensa di muovere la mano. Utilizzando questo sistema è, ad esempio, possibile muovere un drone, come vediamo nel filmato con cui si apre l'incontro. L'idea della Liquidweb non è, però, quella di far muovere semplici oggetti, ma di essere in qualche modo di aiuto, di migliorare la qualità della vita per chi non può muoversi o peggio comunicare: da qui la scelta di dedicare gli sforzi delle ricerche nel campo verso persone affette da patologie specifiche come la sclerosi laterale amiotrofica o da paralisi dovute a incidenti. Il racconto di Fedele si fa emozionante quando si può vedere con un filmato le applicazioni di Braincontrol: i malati riescono finalmente a comunicare con i familiari, rispondendo a semplici domande. C'è il nonno che finalmente riesce a vedere il nipotino di cinque anni o il padre che riesce a comunicare con la figlioletta di sei.
Spesso è più quelo che queste persone danno a noi di quello che noi possiamo fare per loro.
E' questo (nella speranza di averlo ricordato correttamente) il senso dell'intervento di Fedele, che ha anche fatto una scelta più che corretta per Braincontrol: questo è infatti un dispositivo medico, ovvero ha superato tutti i controlli necessari per far sì che i malati possano accedere al rimborso spese. Un altro dei punti forti del progetto è infatti il gruppo di logopedisti, necessari per le fasi iniziali di istruzione all'utilizzo del sistema: ovviamente sia tale possibilità, sia il sistema di Braincontrol hanno dei costi che non sembrava corretto far sostenere completamente alle famiglie dei malati.
Un'ottima iniziativa, questa di Liquidweb, che si sta pian piano diffondendo e che potrebbe effettivamente cambiare il nostro modo di interagire con il mondo.
Qui sotto il video della TEDx di Roma del 2014 di Pasquale Fedele:

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