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sabato 14 giugno 2025

Il Topolino di Floyd Gottfredson e la scienza

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In occasione della pubblicazione della recensione di Grandi autori: Floyd Gottfredson, ho deciso di finire il recupero della serie di articoli ispirati alla collana de Gli anni d'oro di Topolino con i quali utilizzavo alcune delle storie ristampate in quella serie come spunto per raccontare la scienza dietro quelle stesse storie. Risistemando gli articoli, in particolare le immagini, sono successe due cose: innanzitutto la voglia di riprendere la serie, e quindi la scoperta, a un esame più attento, di aver dimenticato un paio di ulteriori osservazioni, anche piuttosto interessanti. Quindi nelle prossime settimane conto di riprendere la serie, pubblicando gli articoli sia qui su SciBack sia sul Cappellaio Matto, anche se devo ancora decidere se in contemporanea o prima qui.
Nel frattempo vi metto qui sotto i link a tutti gli articoli recuperati:

sabato 10 maggio 2025

Un Topolibro nel segno del Giro d'Italia

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Su Topolino #3624 la storia d'apertura è dedicata al Giro d'Italia 2025, iniziato il 9 maggio. Insieme con il numero in edicola era possibile acquistare anche uno speciale Topolibro con una raccolta di storie dedicate al ciclismo. E questa è, quindi, una ghiotta occasione per parlare della fisica e della matematica dietro il ciclismo. Visto che, però, su Science Backstage, quando era presente sulla piattaforma di Blogosfere, avevo dedicato una piccola serie al Tour de France 2010, ho pensato bene di recuperare (finalmente!) quegli articoli, di cui vi lascio qui sotto i link: Recuperando i vecchi contenuti, ho poi avuto modo di rileggere quanto scrivevo. In particolare mi sono soffermato su questo passaggio:
Sul discorso del doping, invece, non mi dilungo troppo: ce ne sarebbe da dire molto, ma certo vista l'assenza di battaglia nella lotta di ieri, sembra che il problema, almeno al momento, sia decisamente sotto controllo.
L'ironia della faccenda è che quello fu uno dei Tour de France la cui classifica venne riscritta dopo la conclusione a causa proprio di tutta una serie di squalifiche per doping: ero proprio un ingenuo ottimista!
Scritto ciò, siamo quindi pronti per dare un'occhiata al sommario del Topolibro.

sabato 8 gennaio 2011

La grande avventura dell'acqua

Sul Topolino #2875, dopo essere stata protagonista negli anni Ottanta con Paperino e la storia dell'acqua dolce di Bruno Concina(1) e Giorgio Cavazzano, l'acqua torna protagonista in Zio Paperone e la grande avventura acquatica di Valentina Camerini e Marco Mazzarello.
I protagonisti della storia sono Archimede Pitagorico, già presente nella storia di Concina, accompagnato in questa avventura da Paperone e da Paperinik. I tre paperi, mentre stanno facendo alcune operazioni di rimpicciolimento iceberg, vengono per sbaglio ridotti a dimensioni atomiche dall'ultima invenzione di Archimede, riducendosi fino alle dimensioni dell'Angstrom, l'unità di misura dei legami nucleari.
I nostri tre eroi, infatti, sono addirittura in grado di osservare gli atomi che compongono l'acqua, ed è proprio da questo punto che Archimede sale in cattedra, come si suol dire, e fornisce ai suoi compagni di viaggio (e al lettore) tutta una serie di informazioni interessanti sull'acqua, già presenti nella precedente Storia. Si inizia dal moto cinetico delle molecole, che può essere rallentato raffreddando le molecole stesse, che così si bloccano in una struttura cristallina ordinata e precisa. Unico inconveniente è la presenza dei sali minerali, che nella struttura cristallina all'interno dell'acqua ghiacciata sono piuttosto ostili: per renderli simpatici bisogna riscaldarli!
Man mano che i nostri eroi crescono, vedono le gocce d'acqua e riescono a comprendere meglio, ad esempio, la formazione delle nuvole nel cielo. E' a questo punto che Archimede spiega la prima parte del ciclo dell'acqua:
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sabato 4 settembre 2010

La banda dei piombatori

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Topolino, di ritorno dalle imprese su mare durante Cacciatore di balene, è in cerca di lavoro e riesce a trovare impiego presso un idraulico, il piombatore, termine arcaico, del titolo. L'ambiguo, flemmatico personaggio altri non è che Giuseppe Tubi, ex attore, come si scoprirà alla fine della storia, che si ricicla come ladro che interpreta, con scarso successo, il ruolo dell'idraulico. Gli effetti sono esilaranti: tubi montati alla rovescia, o che arrivano a pescare il petrolio in chissà quale posto nascosto del paese e altre gag di questo genere.
Ma quali sono i principi dell'arte idraulica? Sono tutti riassunti nel famoso teorema di Bernoulli:
In un fluido ideale in moto con regime stazionario la somma della pressione, della densità di energia cinetica (energia cinetica per unità di volume) e della densità di energia potenziale (energia potenziale per unità di volume) è costante lungo il condotto, ovvero lungo un qualsiasi tubo di flusso.
E in termini matematici \[p + \frac{1}{2} \rho v^2 + \rho g z = \text{costante}\] dove \(\rho\) è la densità del fluido, \(v\) la velocità, \(g\) l'accelerazione di gravità, \(z\) la quota rispetto allo zero di energia potenziale scelto.
Nel caso di condotto orizzontale, la densità di energia potenziale è nulla.

sabato 28 agosto 2010

Il mistero di Macchia Nera

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Uno degli avversari più letali di Topolino è sicuramente Macchia Nera, creato da Merrill de Maris e Floyd Gottfredson nelle strisce giornaliere che vanno dal 20 maggio al 9 settembre del 1939 e che sono poi state raccolte con il titolo Topolino e il mistero di Macchia Nera (Mickey Mouse Outwits the Phantom Blot).
Durante la vicenda l'ingegnoso e crudelissimo Macchia Nera prova ad uccidere Topolino in almeno tre occasioni, in due delle quali utilizza dei marchingegni che richiamano alle macchine di Goldberg.
Nel primo tentativo, la vita di Topolino dipende dalla fame di un gatto:

sabato 7 agosto 2010

I grilli atomici

Inizia con Topolino e Pippo che vendono un prodotto per bolle di sapone la storia I grilli atomici di Guido Martina e Angelo Bioletto.
Serializzata sui numeri di Topolino libretto che vanno dal 13 dell'aprile 1950 al 16 del luglio dello stesso anno, segue L'inferno di Topolino, degli stessi autori, ma a differenza di questa, che è una parodia dell'omonimo primo libro della Divina Commedia di Dante Alighieri, si concentra sulla scienza, almeno così come è concepita dal Professore, come è soprannominato il tuttologo e tuttofare Guido Martina.
In effetti sia il testo di Martina sia l'ambientazione utilizzata da Bioletto si rifanno più alle storie ingenue e leggere degli esordi che non a quelle più mature dello stesso periodo, quelle di Bill Walsh e Floyd Gottfredson, che comunque restano ricche di quell'elemento fantastico che è sempre e comunque un buon veicolo per la divulgazione. Visto l'inizio, comunque, avrei potuto parlare delle bolle di sapone, quelle che Pippo rinforza con il cemento per farle durare di più, ottenendo le belle sfere che vedete nell'immagine di apertura, ma causando poi i primi guai dell'avventura. Però delle bolle ne ha già parlato, e anche bene, Emanuela giusto un paio di settimane fa (giorno più, giorno meno). E allora la seconda opzione, la sonoluminescenza, che con le bolle ha pure un collegamento, senza contare che la versione originale dell'articolo è stata scritta dal sottoscritto come appendice a un compitino assegnatomi nel dottorato: questa però è un'altra storia e magari la approfondiamo in altra occasione. E così restano i grilli atomici, quelli del titolo, che vengono ingigantiti all'interno del laboratorio dei Sette Nani, che ricorda più un laboratorio alchemico o chimico piuttosto che uno fisico.

sabato 31 luglio 2010

La macchina per acchiappare farfalle

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Questa macchina perpetua a vento per acchiappare farfalle è una sorta di macchina di Goldberg, come quella per la prima colazione che abbiamo visto in azione qualche mese fa. Il disegno risale al febbraio del 1950, quando viene presentata su Topolino #11.
Questo il suo funzionamento nel testo redatto all'epoca, molto probabilmente dal tuttofare della redazione (traduttore, sceneggiatore, ...) Guido Martina:
Il vento leggero fa ruotare le palette 1, concavoconvesse, e ad ogni paletta che passa si abbassa il piatto rosso 2 che, imperniato, tira lo spago che passa nel tubo 3 e agisce sulle braccia dello spaventapasseri 4, abbassandole. Poi, per via del peso 4A, le braccia tornano in su, e poi ancora giù, e così via.
A quel movimento dello spaventapasseri 4, il passero 5 si spaventa e scappa su per la gabbia a tubo bilanciato 6-6A, si solleva la trappola 7 e si abbassa la trappola 8 sulla trappola 9 chiudendovi una farfalla che si trovasse a passare di lì.
Sempre per il movimento della gabbia 6-6A si abbassa a terra la trappola 10 chiudendo una farfalla che si trovasse a passare di lì, e la trappola 14-15.
Quando la gabbia 6-6A è al termine del suo movimento, l'estremità 6A in cui si è rifugiato ora il passero 5 urta contro lo spago 11 che suona la campana 11A, chiude poi la trappola 12 che acchiappa una farfalla che si trovasse a passare di lì, e apre la trappola 13.
Al suono improvviso della campana, il passero 5 si spaventa di nuovo e scappa a rifugiarsi dov'era prima, all'estremità sinistra della gabbia 6-6A, che riprende così la sua posizione primitiva, provocando il "ritorno" di tutta la macchina.
La trappola 10 si solleva riaprendo la trappola 14-15, il filo si libera, la trappola 13 si chiude per il peso della sua palla di ferro, acchiappando una farfalla che si trovi a passare di lì, la trappola 12 si riapre, il batacchio si scosta dal bordo della campana 11A, la trappola 8 si risolleva dalla trappola 9 e la trappola 7 si abbatte sull'erba acchiappando una farfalla che si trovi a passare di lì.
A questo punto, sempre tirando il vento leggero, la macchina riprende il movimento da capo, poiché lo spaventapasseri muove sempre le braccia e il passero 5, spaventato, riparte nella gabbia a tubo bilanciato 6-6A.
Appare così chiaro che, tirando eterno il leggero vento, la macchina eternamente si muove, acchiappando e liberando farfalle che si trovino a passare di lì.

NB. Si consiglia di oliare ogni tanto i vari perni e di nutrire abbondantemente il passero.
Se qualche coraggioso (o folle, il che è probabilmente lo stesso), vuole provare a costruire e mettere in opera questa macchina perpetua, basta che commenti con il link della foto o del video. Se poi qualche folle (o coraggioso, il che è probabilmente lo stesso), ha voglia di cimentarsi invece nella realizzazione virtuale della macchina, sia in immagine sia in animazione, augurandogli buona fortuna (ma anche al primo coraggioso, o folle fate voi), lo invito allo stesso modo a farsi vivo nei commenti.
P.S.: E' partito Fisicartoonia. Da una decina di giorni. Andare a leggerlo. Non ve ne pentirete!

sabato 24 luglio 2010

Il deserto del nulla

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Se Topolino contro Topolino è, a mio giudizio, una delle migliori, se non la migliore storia del dinamico duo Bill Walsh-Floyd Gottfredson, Il deserto del nulla è invece una delle più ricche di spunti scientifici e narrativi dello stesso periodo. D'altra parte si potrebbe dire che, se l'avesse letta, questa sarebbe stata la storia preferita di Alan Turing(1), come presto andremo a vedere.
Topolino e Pippo, di nuovo insieme per una lunga avventura, si dirigono nel deserto in cerca di uranio: grazie alla rivoluzione nucleare, anticipata dall'Uomo nuvola, l'uranio è diventato un metallo prezioso e quindi in molti in quel periodo si avventuravano nei luoghi più isolati e meno esplorati, dotati di contatore geyger, alla ricerca di uranio e qualunque altra cosa radioattiva attivasse lo strumento.
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Finiti nelle sabbie mobili seguendo il loro contatore impazzito, Topolino e Pippo vengono salvati da uno strano omino meccanico, Magneto (in originale Ohm-Eye). Secondo Alberto Becattini, esso viene dall'esclamazione Oh, my!, corrispondente al nostro Oh, cielo!, ma gioca anche con l'elettronica e la fisica: è infatti evidente il riferimento a Georg Ohm, titolare dell'omonima legge che lega caduta di potenziale (o voltaggio), resistenza e corrente elettrica: \[V = RI\] Si potrebbe quindi tradurre letteralmente il nome di Magneto come Occhio di Ohm, e infatti nella prima presentazione del piccolo robot ai nostri due eroi, alla domanda Sei una persona vera?, questi risponde:
Vera?... Zicuro... Vera! Vedere? Vero metallo! ... Vere Molle! Zenuini occhi radioattivi!
enfatizzando, così, l'occhio del nome originale.
Con Magneto, Walsh e Gottfredson sembrano condividere il sogno di Turing di una intelligenza artificiale in tutto e per tutto identica a quella umana, e anzi indipendente. Ancora ci sono delle imperfezioni: ogni ora Magneto deve ricaricarsi, e dopo ogni ricarica, purtroppo, perde la memoria. Questa caratteristica, però, si perderà nel corso della storia, forse per motivi narrativi (rendere più semplice la lettura e la scrittura dell'episodio) o forse per motivi non detti, ma abbastanza chiari al lettore: l'interazione di Magneto con il "blirio" (bleerium in originale), oggetto delle ricerche di Dynamina (Hoosat in originale) e del padre giunti da un pianeta lontano lontano sulla Terra per estrarlo dalle sue viscere e incapsularlo.

sabato 17 luglio 2010

A spasso con zio Sfrizzo

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Dopo il dottor Enigm, con l'arrivo di Bill Walsh la scienza ritorna protagonista, prima con la lunga Topolino nella II Guerra Mondiale (Michey Mouse on Secret Mission), quindi con la fantascientifica avventura sul Pipistrello, ma soprattutto con La cassetta elettronica (Michey Mouse and the 'Lectro Box), una particolare invenzione costruita per caso da Topolino nel tentativo di riparare la sua radio distrutta per sbaglio da Minni.
Interessanti le striscie del 27 e del 28 ottobre 1943, quando Topolino spiega a Tip cos'è un elettrone:
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Questa enità di elettricità è un elettrone! Un tipo piccolo, ma forte e asturo!
Impedisce agli auerei di schiantarsi sulle montagne... E sa riconoscere un'arancia cattiva cossiché non rovini un carico di frutta...
Uccidono i microbi... Guidano le auto... E tengono persino insieme le dentiere!
Quante belle cose che fa l'elettrone secondo Topolino negli anni Quaranta, vero? Perspicace il bravo Tip:
... E, ci scommetto, fanno migliaia di altre cose che la gente non immagina neppure!
E gli elettroni prodotti dalla scatola costruita da Topolino nella storia di Walsh e Gottfredson fanno veramente molte cose, dalla sparizione di oggetti e vestiti, all'ingrandimento di microbi, fino alla comparsa di un antenato di Topolino dal passato pionieristico degli Stati Uniti. Questo è solo il primo contatto di Topolino con i viaggi nel tempo, un tema abbastanza ricorrente nelle strisce di Mickey Mouse durante il periodo Walsh.
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A causa di una botta in testa, Topolino inzia a sognare, come si scoprirà alla fine della storia, di finire in un lontano futuro per vedere Le meraviglie del domani (The World of Tomorrow). La storia ricorda in un certo senso l'allora sconosciuto e inedito A noi vivi di Robert Heinlein, dove il protagonista si risveglia, dopo un incidente, nel futuro, in un mondo incredibilie, culturalmente e socialmente, prima ancora che tecnologicamente più avanzato del suo tempo.
Un po' la stessa cosa di quello che succede a Topolino: tutti gli abitanti, animali compresi, hanno un mezzo che gli consente di volare, persino un cucù dell'orologio come mostrato dalla striscia del 9 agosto 1944. Al di là, però, dei contenuti della storia e delle meraviglie tecnologiche del mondo immaginato da Topolino, una delle caratteristiche della storia è la presenza dei robot antropomorfi, in questo caso guidati da Gambadilegno. La vittoria finale di Topolino avverrà solo grazie all'aiuto di un robot femmina che si ribella a Gambadilegno, pensando in maniera autonoma: il collegamento con Turing, forse non voluto dai due autori, è comunque abbastanza semplice da fare, senza contare quello con il Tetsuwan Atom (Astro Boy in Italia) di Osamu Tetsuka. Nel manga, infatti, spesso si torna sul valore delle emozioni, e proprio una riprogrammazione delle emozioni agevolerà la sconfitta del cattivo.
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Sugli automi nel mondo di Topolino avremo modo di tornare, mentre sui viaggi nel tempo, questa volta reali, si arriva presto, all'inizio della Macchina Toc Toc (Uncle Wombat's Tock-Tock Machine), il 22 ottobre 1951, quando Pippo affida a Topolino la custodia del suo timido e geniale zio Sfrizzo (Wombat in originale).
Nella prima parte Topolino e Sfrizzo iniziano una vera e propria passeggiata nel tempo: lo scienziato attiva una sorta di metronomo da polso che in realtà è una macchina del tempo portatile che con le sue oscillazioni fa cambiare il tempo intorno ai viaggiatori e i loro stessi abiti. I due, quindi, passeggiando, cambiano ambientazione, conoscendo anche Benjamin Franklin durante uno dei suoi leggendari esperimenti sui fulmini. La parte più corposa della prima parte, il viaggio nel passato, è un'avventura nell'antica Roma, che si conclude con una fuga dal palazzo dell'imperatore a bordo di una biga. In un certo senso, grazie al metronomo temporale di Sfrizzo, la biga, che modifica via via la sua forma, diventa una sorta di DeLorean ante litteram fino a che, come la mitica macchina di Robert Zemekis, non conclude il suo viaggio nel lontano futuro. Ancora una volta i due cronauti si trovano di fronte un mondo incredibile, con invenzioni fantastiche e non proprio gradite, come il ristorante che invece di cibo serve aromi, o la corriera che compie in sedici secondi il viaggio da Calcutta a Parigi.
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Il mondo moderno, come qui scoprono Sfrizzo e Topolino, è retto da fiori antropomorfi: anche in questo caso, come per il Pianeta minorenne, o come per il romanzo e poi film Il pianeta delle scimmie, il genere umano è stato soppiantato nel governo del pianeta da una razza diversa, evolutasi più velocemente dell'uomo e apperentemente più saggia. Il mondo dei fiori, che ricorda molto i fiori di Alice nel Paese delle Meraviglie (il film disneyano), in realtà si rivela in tutto simile per invidia e intrighi al vecchio mondo degli umani e così i nostri sono ancora una volta costretti alla fuga e solo il caso li riporterà nel tempo di origine. Interessante, e concludiamo le connessioni letterarie, il tema del disadattamento temporale: anche in questo caso Topolino e Sfrizzo non sembrano gradire i cambiamenti nella società, come ad esempio succede ai protagonisti di Le meraviglie del 2000, romanzo fantascientifico di Emilio Salgari.
Il viaggio nel tempo è uno dei temi più interessanti nella letteratura fantascientifica sin dai tempi de La macchina del tempo del 1899 di George Wells, dove il protagonista viaggia tra le epoche a bordo di uno scranno temporale, che probabilmente ispirò Jack Kirby nell'ideazione di Metron e del suo trono, anch'esso una macchina in grado di viaggiare nel tempo e nello spazio, come ricorda la relatività. Altro autore che in questo caso mi piace citare è il bravissimo Paul Anderson, fisico, che scrive una serie di racconti, con due romanzi, sulla Time Patrol, la Pattuglia del Tempo, dove grazie a una sorta di motocicletta temporale gli sceriffi del tempo viaggiano in missione segreta per correggere i crimini temporali che di volta in volta vengono commessi: la serie è più interessante dal punto di vista storico che non scientifico.
Il tempo e la possibilità di viaggiare nel tempo non sono solo un'idea fantascientifica, ma molto scientifica. All'interno della teoria delle stringhe, che si spera si riesca a confermare o smentire definitivamente grazie agli esperimenti dell'LHC, emerge una particolare particella, il tachione, teoricamente in grado di viaggiare indietro (o avanti) nel tempo.
Il tempo, poi, è oggi protagonista anche del dibattito scientifico: è da considerarsi reale, immaginario, una via di mezzo? O forse semplicemente emerge perché l'universo è governato dalla seconda legge della termodinamica? La questione verrà ad esempio dibattuta nel prossimo numero di agosto de Le Scienze in un articolo di Craig Callender, Il tempo è un'illusione?
Il dibattito sulla natura del tempo è uno dei più accesi nella fisica di oggi. Oltre alle due concezioni opposte - che il tempo non esista o che sia ancora più fondamentale di quanto crediamo - se ne sta affermando una terza: il tempo non avrebbe un'esistenza indipendente ma emergerebbe come modo per descrivere le relazioni tra gli oggetti.
In attesa di approfondire, date un'occhiata all'articolo di Stefano Gusmann in merito alle ipotesi teoriche di Alain Aspect.

sabato 10 luglio 2010

Il pianeta minorenne

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Eta Beta, vero e letteralmente unico Uomo del domani del fumetto statunitense, giunge dal futuro nel presente nella Topolinia di fine anni Quarante del XX secolo attraverso una caverna, un foro nella Terra. Da allora il simpatico personaggio ideato da Bill Wlash e Floyd Gottfredson ha imperversato per tre anni nelle strisce del Topolino quotidiano, diventando anche occasione per i due autori per parlare di fantascienza e dunque anche di scienza. Abbiamo già visto Eta Beta alle prese con le invenzioni grazie all'atombrello, causa dei loro problemi con la Spia Poeta. Dopo quell'esperienza Topolino intima all'amico di non inventare più, però il richiamo dell'attività manuale è troppo forte e così a partire dalla striscia dell'8 marzo 1949, la seconda della storia, Topolino ed Eta Beta nel pianeta minorenne (Mickey Mouse and Eega Beeva in "Be-Junior and the Aints") Eta riprende in mano martello e fiamma ossidrica per costruire all'amico una macchina più veloce ed efficiente. Il progetto, però, muta molto rapidamente nella costruzione di un razzo lunare dopo aver visto su un giornale del nipote di Topolino, Tip, la rappresentazione delle presunte seleniti, le abitanti della Luna.
Così 20 anni prima della missione sulla Luna di Armstrong e compagni, Topolino ed Eta Beta si avviano verso il nostro satellite, e inizia un'avventura tra scienza, fantascienza e un pizzico di fantasy. Andiamo però con ordine e il primo approccio con la scienza, non ben approfondito dai due cartoonist disneyani, è con la velocità di fuga:

sabato 19 giugno 2010

L'atombrello

Non crediate di chissà cosa dovrei parlarvi quest'oggi. Non già di un ombrello particolare, ideato da un gruppo di ricerca e costituito da atomi con la capacità particolare di respingere la luce o l'acqua alla bisogna, anche perché gli ombrelli usuali, costituiti proprio da atomi, sono utili proprio per entrambe le situazioni. L'atombrello di cui sto per scrivere è una mirabolante invenzione ideata sulle daily strip di Mickey Mouse che vanno dal 30 aprile al 3 luglio del 1948 e note in Italia con il titolo Topolino e l'invenzione di Eta Beta o, come è stato ora tradotto sul 10.mo volume di Topolino Gli anni d'oro, Topolino, Eta Beta e l'atombrello.
In effetti questa è il prologo alla lunga sfida con la Spia Poeta che Topolino ed Eta Beta dovranno affrontare nella serie di daily strip successive. La nota Spia, infatti, cercherà di prendere possesso della mirabolante invenzione dell'uomo del domani, un ombrello in grado di proteggere dall'energia atomica!
La seconda guerra mondiale, conclusasi 3 anni fa, aveva visto la vittoria definitiva degli Alleati e quindi degli Stati Uniti solo dopo la nuclearizzazione delle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki: in quell'occasione il mondo intero si era reso conto della potenza di questa forma di energia, che aveva iniziato a fare capolino all'inizio del conflitto, come si ricorderà bene chi ha letto L'uomo nuvola. Esempio dell'attenzione che la società civile riservava agli usi militari di questa invenzione è questo Fear and the Bomb di Joseph Hansen uscito nel giugno del 1949 su Fourth International. Siamo agli inizi della Guerra Fredda, quel periodo storico durante il quale i due grandi schieramenti statunitense e sovietico si fronteggiavano in maniera nascosta e sottile grazie alla minaccia delle armi nucleari a lunga gittata puntate una contro l'altra. Per comprendere l'atmosfera del tempo, può essere utile, ad esempio, dare un'occhiata a questa raccolta di clip radiofoniche e televisive degli anni Cinquanta e Sessanta dagli archivi della CBC(1).
Questa atmosfera di incertezza non poteva non entrare nelle strisce dell'epoca e Mickey Mouse non poteva essere da meno: Bill Walsh, che affiancava a quel tempo Floyd Gottfredson come sceneggiatore delle strisce, dopo l'introduzione di Eta Beta nella sequenza iniziata il 22 settembre dell'anno prima, inizia a sfruttare il personaggio per introdurre temi scientifici nelle strisce.

sabato 3 aprile 2010

L'uomo nuvola

Le immagini dell'articolo sono state aggiornate utilizzando quelle dell'edizione italiana in oggetto. Le immagini originali erano state estratte da una versione scannerizzata a colori dell'originale. Ovviamente le immagini sono © Disney.
Come ogni scienziato che si rispetti, vive sulle nuvole per sfuggire alla vita reale: è il dottor Enigm, in originale Einmug, personaggio creato da Floyd Gottfredson, il geniale Uomo dei Topi, il vero secondo padre di Topolino.
L'esordio del personaggio è su Il mistero dell'uomo nuvola, nota negli Stati Uniti come Island in the Sky, e serializzata sui quotidiani dal 30 novembre 1936 al 3 aprile 1937 per un totale di 108 strisce di 4 vignette l'una. Ad affiancare Gottfredson ci sono Ted Osborne per sceneggiare il soggetto del cartoonist dell'Utah, e Ted Thwaites alle chine.
Dice Gottfredson:
(...) la storia che mi sono divertito di più a realizzare. Non posso dire che sia la migliore in assoluto, anche se è quella che mi ha procurato i maggiori consensi. Ray Bradbury mi ha detto di averla letta nel 1937, e si è meravigliato per la conoscenza che già a quel tempo mostravamo dell'energia atomica. In realtà non ne sapevamo nulla, ci eravamo inventati tutto quanto.
In effetti quella de Il mistero dell'uomo nuvola è anche una storia sulla fisica e sull'uso della scienza in un periodo, quello direttamente precedente alla Seconda Guerra Mondiale, dove la ricerca nucleare ebbe un forte impulso. Non dimentichiamo, infatti, che giusto l'anno dopo (1938) la fine della serializzazione della storia (1937), Enrico Fermi avrebbe vinto il Nobel per la Fisica proprio per la scoperta delle reazioni nucleari, quelle che poi avrebbero portato il fisico italiano a collaborare al Progetto Manhattan insieme con Robert Oppenheimer.
Torniamo alla storia: il primo incontro con la fantastica forza atomica di Enigm avviene quando Topolino e Pippo, in volo sul loro aereo, incontrano uno strano tipo con bombetta a bordo di una macchina volante. L'incontro viene poi ripetuto da Topolino insieme con il capitano Setter e ancora una volta si ripete nello stesso modo: Enigm che scappa a velocità pazzesca mentre l'aereo di Topolino resta immobile in cielo nonostante il motore acceso. Dopo questa esperienza Setter afferma:
Credo che sia riuscito a inventare un modo per allineare gli atomi... in modo da farli tirare tutti nella stessa direzione, contemporaneamente!
Queste affermazioni, insieme alle mirabilie che la forza atomica era in grado di compiere (un campo di forza in grado di fermare aerei, generare piattaforme e scale invisibili nel vuoto, disintegrare aerei) riecheggiano anche nell'articolo Radio Power will Revolutionize the World del 1937 firmato da Nikola Tesla e segnalato da Giancarlo Goria nei commenti a La misteriosa profezia del professor Enigm di Luca Boschi.

martedì 24 novembre 2009

Il ciclo dell'acqua

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Per ciclo dell'acqua si intende il processo che genera, in un ciclo quasi chiuso, le nuvole a partire dall'acqua planetaria, le quali a loro volta rigenerano le acque terrestri attraverso le piogge.
Partendo dalle acque superficiali, il ciclo inizia con l'evaporazione, da cui il vapore acqueo che costituisce le nuvole che solcano, a varie altezze, il cielo sopra le nostre teste. Una piccola percentuale, l'1% circa, proviene dalla trasporazione delle piante.
Una volta nei cieli, l'acqua terrestre diventata nuvole, ricade sulla terra sotto forma di pioggia, ma anche grandine e neve (come effetto collaterale, le precipitazioni riportano sulla superficie parte degli agenti inquinanti catturati nel processo di formazione delle nuovole, ma questa è un'altra storia).
Parte delle precipitazioni vengono poi catturate dalle piante, mentre una parte si infiltra nel suolo per alimentare le acque sotterranee, che si muovono molto più lentamente di quelle superficiali. Queste ultime, invece, costituite da fiumi, torrenti, laghi, alimentano mari e oceani e forniscono buona parte dell'acqua potabile che consumiamo ogni giorno, imbottigliata per quattro soldi dalle multinazionali e poi rivenduta dieci volte e più rispetto al prezzo di affitto.