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mercoledì 23 aprile 2025

Immondezzaio civico

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Avevo già pubblicato questo post con il titolo di Una storia di prova. Era un post pre-datato uscito sul Caffè del Cappellaio Matto per verificare l'entità di un problema tecnico presente sui server che ospitano Lo Spazio Bianco. Visto il successo del post sia su Telegram (quello di LSB e il mio) e mastodon, ho successivamente pensato di modificarlo dopo la prima pubblicazione aggiungendo qualche riga di spiegazione e riportando la data al giorno prima della sua effettiva uscita (lo potete capire se date un'occhiata alle uscite su La scienza con i supereroi).
E poiché la situazione, per quanto non proprio grave, risulta al momento piuttosto complessa da gestire, ho pensato bene di ripubblicare sia la vignetta sia il nuovo testo di accompagnamento qui su SciBack. Di fatto, nei prossimi giorni, conto di far uscire una serie di post che avevo pensato per il Cappellaio Matto (saranno identificati da un'apposita tag) e che poi ripubblicherò, con la data corretta, su quel blog, non appena la situazione sarà tornata alla normalità.
Passiamo, quindi, a raccontare la vignetta:
Una storia di prova
Il post nasce dalla ricerca di vignette di Pogo, la striscia di Walt Kelly, a carattere ambientale. La spinta iniziale mi era giunta grazie alla scoperta, nel corso delle ricerche di approfondimento per l'articolo dedicato all'Earth Day 2025 uscito su EduINAF, che il primo poster di questa manifestazione era stato realizzato proprio da Kelly.
E, cercando cercando, ecco la scansione di alcune vignette interessanti, tradotte in italiano, proprio sul tema della gestione dei rifiuti, come questa in cui Pogo e Crispino si ritrovano sul fiume a pescare e passano accanto all'immondezzaio civico (per usare le parole di Pogo), un vero e proprio monumento all'incuria e allo spreco degli esseri umani.
Prevedo di pubblicarne altre due, ad ogni buon conto. Per cui...
Stay tuned!
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martedì 22 aprile 2025

#EarthDay: Quando Pogo provò a ripulire il mondo

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Mentre mi documentavo in giro per scrivere l'articolo sull'Earth Day uscito su EduINAF, scopro con mio enorme piacere, ma senza stupirmi più di tanto, che anche Walt Kelly con il suo personaggio più amato, Pogo, aderì all'iniziativa nata nel 1970 grazie al senatore degli Stati Uniti Gaylord Nelson e all'attivista Denis Hayes.
Il poster, realizzato in occasione del primo Earth Day, dal titolo significativo di We have met the enemy and he is us, Abbiamo incontrato il nemico e siamo noi, vede un Pogo sconsolato guardare il lettore mentre cerca di ripulire la foresta dalle cartacce.
La frase è una variazione sulla più famosa We have met the enemy and they are ours inviata tramite un telegramma dal commodoro della marina statunitense Oliver Hazard Perry al suo parigrado britannico William Henry Harrison dopo la battaglia del lago Erie del 10 settembre del 1813, una delle battaglie avvenute nel corso della gerra del 1812 tra gli Stati Uniti d'America e i suoi alleati da un lato e il Regno Unito dall'altro.
A differenza della frase originale, che aveva l'obiettivo di rimarcare i vantaggi ottenuti dai vincitori, la frase di Kelly vuole sottolineare come siamo noi esseri umani ad aver generato il problema dell'inquinamento e della distruzione dell'ambiente.
Lo stesso concetto venne ribadito da Kelly nella striscia del 22 aprile del 1971 in cui Pogo e Porky-pine, in Italia noto come Crispino, che cercano di muoversi in mezzo alla spazzatura che ha invaso la foresta primordiale (forest primeval):
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In effetti la propensione della striscia di essere vicina ai temi ambientali era comunque ben presente, sia in termini sottili grazie all'ambientazione nella palude di Okefenokee, sia in termini abbastanza espliciti come nel caso de L'ininquinabile Pogo, storia che ho letto in italiano su I classidi del fumetto #51 di Repubblica. In quel caso Kelly affronta il problema dell'inquinamento atmosferico, prendendo in giro le soluzioni creative che si tengono lontane dal vero problema utilizzando il Gufo e la tartaruga Churchy, che propongono di smettere di respirare!
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mercoledì 15 gennaio 2025

Propositi e non-propositi

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Con un po' di ritardo pubblico questa vignetta dedicata ai propositi di inizio anno. Il motivo di questo ritardo è che solo ora l'ho recuperata, insieme alla biografia di Bertrand Russell, cosa che ho fatto perché volevo linkalrla all'interno della recensione del vol.48 della collana Matematica.
Qui sotto trovate la traduzione in italiano:
- Hai fatto le risoluzioni per l'anno nuovo, Ernie?
- Certo. Ho promesso di non fare alcuna risoluzione per l'anno nuovo!
...
- Un paradosso di Russell!
- Russell chi?
La vignetta l'avevo originariamente condivisa su tumblr

sabato 8 gennaio 2011

La grande avventura dell'acqua

Sul Topolino #2875, dopo essere stata protagonista negli anni Ottanta con Paperino e la storia dell'acqua dolce di Bruno Concina(1) e Giorgio Cavazzano, l'acqua torna protagonista in Zio Paperone e la grande avventura acquatica di Valentina Camerini e Marco Mazzarello.
I protagonisti della storia sono Archimede Pitagorico, già presente nella storia di Concina, accompagnato in questa avventura da Paperone e da Paperinik. I tre paperi, mentre stanno facendo alcune operazioni di rimpicciolimento iceberg, vengono per sbaglio ridotti a dimensioni atomiche dall'ultima invenzione di Archimede, riducendosi fino alle dimensioni dell'Angstrom, l'unità di misura dei legami nucleari.
I nostri tre eroi, infatti, sono addirittura in grado di osservare gli atomi che compongono l'acqua, ed è proprio da questo punto che Archimede sale in cattedra, come si suol dire, e fornisce ai suoi compagni di viaggio (e al lettore) tutta una serie di informazioni interessanti sull'acqua, già presenti nella precedente Storia. Si inizia dal moto cinetico delle molecole, che può essere rallentato raffreddando le molecole stesse, che così si bloccano in una struttura cristallina ordinata e precisa. Unico inconveniente è la presenza dei sali minerali, che nella struttura cristallina all'interno dell'acqua ghiacciata sono piuttosto ostili: per renderli simpatici bisogna riscaldarli!
Man mano che i nostri eroi crescono, vedono le gocce d'acqua e riescono a comprendere meglio, ad esempio, la formazione delle nuvole nel cielo. E' a questo punto che Archimede spiega la prima parte del ciclo dell'acqua:
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sabato 7 agosto 2010

I grilli atomici

Inizia con Topolino e Pippo che vendono un prodotto per bolle di sapone la storia I grilli atomici di Guido Martina e Angelo Bioletto.
Serializzata sui numeri di Topolino libretto che vanno dal 13 dell'aprile 1950 al 16 del luglio dello stesso anno, segue L'inferno di Topolino, degli stessi autori, ma a differenza di questa, che è una parodia dell'omonimo primo libro della Divina Commedia di Dante Alighieri, si concentra sulla scienza, almeno così come è concepita dal Professore, come è soprannominato il tuttologo e tuttofare Guido Martina.
In effetti sia il testo di Martina sia l'ambientazione utilizzata da Bioletto si rifanno più alle storie ingenue e leggere degli esordi che non a quelle più mature dello stesso periodo, quelle di Bill Walsh e Floyd Gottfredson, che comunque restano ricche di quell'elemento fantastico che è sempre e comunque un buon veicolo per la divulgazione. Visto l'inizio, comunque, avrei potuto parlare delle bolle di sapone, quelle che Pippo rinforza con il cemento per farle durare di più, ottenendo le belle sfere che vedete nell'immagine di apertura, ma causando poi i primi guai dell'avventura. Però delle bolle ne ha già parlato, e anche bene, Emanuela giusto un paio di settimane fa (giorno più, giorno meno). E allora la seconda opzione, la sonoluminescenza, che con le bolle ha pure un collegamento, senza contare che la versione originale dell'articolo è stata scritta dal sottoscritto come appendice a un compitino assegnatomi nel dottorato: questa però è un'altra storia e magari la approfondiamo in altra occasione. E così restano i grilli atomici, quelli del titolo, che vengono ingigantiti all'interno del laboratorio dei Sette Nani, che ricorda più un laboratorio alchemico o chimico piuttosto che uno fisico.

sabato 24 luglio 2010

Il deserto del nulla

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Se Topolino contro Topolino è, a mio giudizio, una delle migliori, se non la migliore storia del dinamico duo Bill Walsh-Floyd Gottfredson, Il deserto del nulla è invece una delle più ricche di spunti scientifici e narrativi dello stesso periodo. D'altra parte si potrebbe dire che, se l'avesse letta, questa sarebbe stata la storia preferita di Alan Turing(1), come presto andremo a vedere.
Topolino e Pippo, di nuovo insieme per una lunga avventura, si dirigono nel deserto in cerca di uranio: grazie alla rivoluzione nucleare, anticipata dall'Uomo nuvola, l'uranio è diventato un metallo prezioso e quindi in molti in quel periodo si avventuravano nei luoghi più isolati e meno esplorati, dotati di contatore geyger, alla ricerca di uranio e qualunque altra cosa radioattiva attivasse lo strumento.
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Finiti nelle sabbie mobili seguendo il loro contatore impazzito, Topolino e Pippo vengono salvati da uno strano omino meccanico, Magneto (in originale Ohm-Eye). Secondo Alberto Becattini, esso viene dall'esclamazione Oh, my!, corrispondente al nostro Oh, cielo!, ma gioca anche con l'elettronica e la fisica: è infatti evidente il riferimento a Georg Ohm, titolare dell'omonima legge che lega caduta di potenziale (o voltaggio), resistenza e corrente elettrica: \[V = RI\] Si potrebbe quindi tradurre letteralmente il nome di Magneto come Occhio di Ohm, e infatti nella prima presentazione del piccolo robot ai nostri due eroi, alla domanda Sei una persona vera?, questi risponde:
Vera?... Zicuro... Vera! Vedere? Vero metallo! ... Vere Molle! Zenuini occhi radioattivi!
enfatizzando, così, l'occhio del nome originale.
Con Magneto, Walsh e Gottfredson sembrano condividere il sogno di Turing di una intelligenza artificiale in tutto e per tutto identica a quella umana, e anzi indipendente. Ancora ci sono delle imperfezioni: ogni ora Magneto deve ricaricarsi, e dopo ogni ricarica, purtroppo, perde la memoria. Questa caratteristica, però, si perderà nel corso della storia, forse per motivi narrativi (rendere più semplice la lettura e la scrittura dell'episodio) o forse per motivi non detti, ma abbastanza chiari al lettore: l'interazione di Magneto con il "blirio" (bleerium in originale), oggetto delle ricerche di Dynamina (Hoosat in originale) e del padre giunti da un pianeta lontano lontano sulla Terra per estrarlo dalle sue viscere e incapsularlo.

sabato 17 luglio 2010

A spasso con zio Sfrizzo

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Dopo il dottor Enigm, con l'arrivo di Bill Walsh la scienza ritorna protagonista, prima con la lunga Topolino nella II Guerra Mondiale (Michey Mouse on Secret Mission), quindi con la fantascientifica avventura sul Pipistrello, ma soprattutto con La cassetta elettronica (Michey Mouse and the 'Lectro Box), una particolare invenzione costruita per caso da Topolino nel tentativo di riparare la sua radio distrutta per sbaglio da Minni.
Interessanti le striscie del 27 e del 28 ottobre 1943, quando Topolino spiega a Tip cos'è un elettrone:
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Questa enità di elettricità è un elettrone! Un tipo piccolo, ma forte e asturo!
Impedisce agli auerei di schiantarsi sulle montagne... E sa riconoscere un'arancia cattiva cossiché non rovini un carico di frutta...
Uccidono i microbi... Guidano le auto... E tengono persino insieme le dentiere!
Quante belle cose che fa l'elettrone secondo Topolino negli anni Quaranta, vero? Perspicace il bravo Tip:
... E, ci scommetto, fanno migliaia di altre cose che la gente non immagina neppure!
E gli elettroni prodotti dalla scatola costruita da Topolino nella storia di Walsh e Gottfredson fanno veramente molte cose, dalla sparizione di oggetti e vestiti, all'ingrandimento di microbi, fino alla comparsa di un antenato di Topolino dal passato pionieristico degli Stati Uniti. Questo è solo il primo contatto di Topolino con i viaggi nel tempo, un tema abbastanza ricorrente nelle strisce di Mickey Mouse durante il periodo Walsh.
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A causa di una botta in testa, Topolino inzia a sognare, come si scoprirà alla fine della storia, di finire in un lontano futuro per vedere Le meraviglie del domani (The World of Tomorrow). La storia ricorda in un certo senso l'allora sconosciuto e inedito A noi vivi di Robert Heinlein, dove il protagonista si risveglia, dopo un incidente, nel futuro, in un mondo incredibilie, culturalmente e socialmente, prima ancora che tecnologicamente più avanzato del suo tempo.
Un po' la stessa cosa di quello che succede a Topolino: tutti gli abitanti, animali compresi, hanno un mezzo che gli consente di volare, persino un cucù dell'orologio come mostrato dalla striscia del 9 agosto 1944. Al di là, però, dei contenuti della storia e delle meraviglie tecnologiche del mondo immaginato da Topolino, una delle caratteristiche della storia è la presenza dei robot antropomorfi, in questo caso guidati da Gambadilegno. La vittoria finale di Topolino avverrà solo grazie all'aiuto di un robot femmina che si ribella a Gambadilegno, pensando in maniera autonoma: il collegamento con Turing, forse non voluto dai due autori, è comunque abbastanza semplice da fare, senza contare quello con il Tetsuwan Atom (Astro Boy in Italia) di Osamu Tetsuka. Nel manga, infatti, spesso si torna sul valore delle emozioni, e proprio una riprogrammazione delle emozioni agevolerà la sconfitta del cattivo.
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Sugli automi nel mondo di Topolino avremo modo di tornare, mentre sui viaggi nel tempo, questa volta reali, si arriva presto, all'inizio della Macchina Toc Toc (Uncle Wombat's Tock-Tock Machine), il 22 ottobre 1951, quando Pippo affida a Topolino la custodia del suo timido e geniale zio Sfrizzo (Wombat in originale).
Nella prima parte Topolino e Sfrizzo iniziano una vera e propria passeggiata nel tempo: lo scienziato attiva una sorta di metronomo da polso che in realtà è una macchina del tempo portatile che con le sue oscillazioni fa cambiare il tempo intorno ai viaggiatori e i loro stessi abiti. I due, quindi, passeggiando, cambiano ambientazione, conoscendo anche Benjamin Franklin durante uno dei suoi leggendari esperimenti sui fulmini. La parte più corposa della prima parte, il viaggio nel passato, è un'avventura nell'antica Roma, che si conclude con una fuga dal palazzo dell'imperatore a bordo di una biga. In un certo senso, grazie al metronomo temporale di Sfrizzo, la biga, che modifica via via la sua forma, diventa una sorta di DeLorean ante litteram fino a che, come la mitica macchina di Robert Zemekis, non conclude il suo viaggio nel lontano futuro. Ancora una volta i due cronauti si trovano di fronte un mondo incredibile, con invenzioni fantastiche e non proprio gradite, come il ristorante che invece di cibo serve aromi, o la corriera che compie in sedici secondi il viaggio da Calcutta a Parigi.
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Il mondo moderno, come qui scoprono Sfrizzo e Topolino, è retto da fiori antropomorfi: anche in questo caso, come per il Pianeta minorenne, o come per il romanzo e poi film Il pianeta delle scimmie, il genere umano è stato soppiantato nel governo del pianeta da una razza diversa, evolutasi più velocemente dell'uomo e apperentemente più saggia. Il mondo dei fiori, che ricorda molto i fiori di Alice nel Paese delle Meraviglie (il film disneyano), in realtà si rivela in tutto simile per invidia e intrighi al vecchio mondo degli umani e così i nostri sono ancora una volta costretti alla fuga e solo il caso li riporterà nel tempo di origine. Interessante, e concludiamo le connessioni letterarie, il tema del disadattamento temporale: anche in questo caso Topolino e Sfrizzo non sembrano gradire i cambiamenti nella società, come ad esempio succede ai protagonisti di Le meraviglie del 2000, romanzo fantascientifico di Emilio Salgari.
Il viaggio nel tempo è uno dei temi più interessanti nella letteratura fantascientifica sin dai tempi de La macchina del tempo del 1899 di George Wells, dove il protagonista viaggia tra le epoche a bordo di uno scranno temporale, che probabilmente ispirò Jack Kirby nell'ideazione di Metron e del suo trono, anch'esso una macchina in grado di viaggiare nel tempo e nello spazio, come ricorda la relatività. Altro autore che in questo caso mi piace citare è il bravissimo Paul Anderson, fisico, che scrive una serie di racconti, con due romanzi, sulla Time Patrol, la Pattuglia del Tempo, dove grazie a una sorta di motocicletta temporale gli sceriffi del tempo viaggiano in missione segreta per correggere i crimini temporali che di volta in volta vengono commessi: la serie è più interessante dal punto di vista storico che non scientifico.
Il tempo e la possibilità di viaggiare nel tempo non sono solo un'idea fantascientifica, ma molto scientifica. All'interno della teoria delle stringhe, che si spera si riesca a confermare o smentire definitivamente grazie agli esperimenti dell'LHC, emerge una particolare particella, il tachione, teoricamente in grado di viaggiare indietro (o avanti) nel tempo.
Il tempo, poi, è oggi protagonista anche del dibattito scientifico: è da considerarsi reale, immaginario, una via di mezzo? O forse semplicemente emerge perché l'universo è governato dalla seconda legge della termodinamica? La questione verrà ad esempio dibattuta nel prossimo numero di agosto de Le Scienze in un articolo di Craig Callender, Il tempo è un'illusione?
Il dibattito sulla natura del tempo è uno dei più accesi nella fisica di oggi. Oltre alle due concezioni opposte - che il tempo non esista o che sia ancora più fondamentale di quanto crediamo - se ne sta affermando una terza: il tempo non avrebbe un'esistenza indipendente ma emergerebbe come modo per descrivere le relazioni tra gli oggetti.
In attesa di approfondire, date un'occhiata all'articolo di Stefano Gusmann in merito alle ipotesi teoriche di Alain Aspect.

sabato 10 luglio 2010

Il pianeta minorenne

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Eta Beta, vero e letteralmente unico Uomo del domani del fumetto statunitense, giunge dal futuro nel presente nella Topolinia di fine anni Quarante del XX secolo attraverso una caverna, un foro nella Terra. Da allora il simpatico personaggio ideato da Bill Wlash e Floyd Gottfredson ha imperversato per tre anni nelle strisce del Topolino quotidiano, diventando anche occasione per i due autori per parlare di fantascienza e dunque anche di scienza. Abbiamo già visto Eta Beta alle prese con le invenzioni grazie all'atombrello, causa dei loro problemi con la Spia Poeta. Dopo quell'esperienza Topolino intima all'amico di non inventare più, però il richiamo dell'attività manuale è troppo forte e così a partire dalla striscia dell'8 marzo 1949, la seconda della storia, Topolino ed Eta Beta nel pianeta minorenne (Mickey Mouse and Eega Beeva in "Be-Junior and the Aints") Eta riprende in mano martello e fiamma ossidrica per costruire all'amico una macchina più veloce ed efficiente. Il progetto, però, muta molto rapidamente nella costruzione di un razzo lunare dopo aver visto su un giornale del nipote di Topolino, Tip, la rappresentazione delle presunte seleniti, le abitanti della Luna.
Così 20 anni prima della missione sulla Luna di Armstrong e compagni, Topolino ed Eta Beta si avviano verso il nostro satellite, e inizia un'avventura tra scienza, fantascienza e un pizzico di fantasy. Andiamo però con ordine e il primo approccio con la scienza, non ben approfondito dai due cartoonist disneyani, è con la velocità di fuga:

sabato 15 maggio 2010

La rifrazione dell'aragosta

Sul primo numero del Canemucco di Makkox, La vasca, nella seconda scena ambientata in una pescheria, si svolge il seguente dialogo:
Settimino: Eccola qui, la più piccoletta m'è scappata, va bene lo stesso questa però, che ne dite Don Mimì? Non è tanto grossa, quella è l'acqua che la fa sembrare chissaché.
Mimì: Hmff... Tu dici che a me sembra così grossa per via della rifrazione?
Settimino: ...
(eccezionale la sua espressione tra lo stupore e la perplessità: sai che sta per tirare fuori una battuta pippesca)
Settimino: 'on Mimì, ma figuratevi se io volevo significare che voi tenete 'sta cosa... 'sta rinfranzione che vi fa vedere le cose storte! Maperlamoriddio!
Tengo mio figlio un poco astigmatico e figuratevi se scherzo su 'ste disgrazie. Io volevo dire che le aragoste nella vasca sembrano...
Mimì: Tranquillo Settimì, HeHe... ho capito. La rifrazione è quel fenomeno per cui.. Vabbuò: tira fuori 'sta creaturella, fammela vedere.
Ovviamente qui non facciamo vabbuò, ma anzi cercheremo di spiegare un po' cosa è la rifrazione.
Si sa che la luce, attraversando un mezzo, viaggia ad una velocità massima inferiore rispetto al vuoto e che per ogni mezzo che attraversa sperimenta una velocità differente. Quindi quando la luce viaggiando passa da un mezzo a un altro (dall'aria all'acqua, ad esempio), il raggio luminoso subisce una deviazione nel suo percorso. La legge che regola gli angoli di incidenza sulla superficie di separazione è detta legge di Snell

mercoledì 24 febbraio 2010

Ultima lezione a Gottinga


Titolo: Ultima lezione a Gottinga
Autore: Davide Osenda
Edizione: 001 edizioni
Il professor Fiz sta per abbandonare una delle più prestigiose università della Germania, l'Università di Gottinga: i nazisti stanno, infatti, ripulendo la società tedesca, università inclusa, dagli ebrei come Fiz. Così decide di fare un'ultima lezione, in un'aula vuota. Ne sceglie una, ma non sa che all'interno c'è uno studente, Alkuin Winkler, che uscirà allo scoperto solo quando il professore uscirà dall'aula, senza però aver concluso la sua lezione su uno dei problemi più affascinanti della matematica. E qual'è questo problema? Uno dei 23 problemi di Hilbert, il primo, l'ipotesi del continuo.
Andiamo però con ordine seguendo la linea narrativa tracciata per Fiz da Davide Osenda, cartoonist italiano alla sua prima opera, un romanzo a fumetti interessante, intelligente, stimolante e ben approfondito che può contare sulle prefazioni di Piergiorgio Odifreddi, che ha anche fornito una consulenza a Osenda (e che prova a scoprirsi anche critico fumettistico, per l'occasione), e del grande (non solo per la stazza) Andrea Plazzi, curatore della mitica Rat-Man Collection, traduttore ufficiale di Will Einser per l'Italia e, si scopre nella sua prefazione, matematico.
Si inizia con i numeri naturali: essi sono infiniti, nel senso che puoi pensare a un numero intero grande a piacere e aggiungendo 1 ne avrai uno ancora più grande. Quindi pensare a un numero ancora più grande e ancora basta aggiungere 1 per andare oltre. Trovare il limite dell'infinito, per sua definizione, quindi, è impossibile, o, come suggerisce il paradosso di Hilbert, riempire l'infinito è sicuramente impossibile.
Il passo successivo è esplorare cosa succede tra un numero naturale e l'altro (ad esempio tra 1 e 2). Il matematico che per primo si spinse in questo abisso fu Georg Cantor: dai suoi studi nacque l'ipotesi del continuo di cui sopra. Il primo risultato di Cantor fu semplicemente la scoperta che i numeri reali compresi tra due numeri naturali successivi (ad esempio tra 1 e 2) sono infiniti.

martedì 24 novembre 2009

Il ciclo dell'acqua

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Per ciclo dell'acqua si intende il processo che genera, in un ciclo quasi chiuso, le nuvole a partire dall'acqua planetaria, le quali a loro volta rigenerano le acque terrestri attraverso le piogge.
Partendo dalle acque superficiali, il ciclo inizia con l'evaporazione, da cui il vapore acqueo che costituisce le nuvole che solcano, a varie altezze, il cielo sopra le nostre teste. Una piccola percentuale, l'1% circa, proviene dalla trasporazione delle piante.
Una volta nei cieli, l'acqua terrestre diventata nuvole, ricade sulla terra sotto forma di pioggia, ma anche grandine e neve (come effetto collaterale, le precipitazioni riportano sulla superficie parte degli agenti inquinanti catturati nel processo di formazione delle nuovole, ma questa è un'altra storia).
Parte delle precipitazioni vengono poi catturate dalle piante, mentre una parte si infiltra nel suolo per alimentare le acque sotterranee, che si muovono molto più lentamente di quelle superficiali. Queste ultime, invece, costituite da fiumi, torrenti, laghi, alimentano mari e oceani e forniscono buona parte dell'acqua potabile che consumiamo ogni giorno, imbottigliata per quattro soldi dalle multinazionali e poi rivenduta dieci volte e più rispetto al prezzo di affitto.

venerdì 20 novembre 2009

La macchina di Goldberg

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Una macchina di Goldberg è una macchina estremamente complicata che serve per realizzare un compito estremamente semplice attraverso una catena di piccole operazioni, come ad esempio la macchina per la colazione che ci ha deliziato ieri mattina.
L'ideatore di queste strane e complicate macchine è il cartoonist, inventore e ingegnere Rube Goldberg, che nella sua attività di disegnatore satirico per i quotidiani, proponeva al lettore complicatissime macchine, tutte estremamente divertenti.
Macchine di Goldberg possono essere viste sia nei cartoni animati (famose quelle del Willy il coyote, costruite con l'obiettivo di catturare lo struzzo Bip Bip), ma vengono anche costruite un po' in tutte le parti del mondo, tanto che esiste un campionato mondiale di macchine di Goldberg, l'Annual National Rube Goldberg Machine Contest (vedi anche Phi Chapter presents Rube Goldberg), dove la fantasia degli invetori trova modo di scatenarsi fino all'ennesima potenza. La gara vede la sua prima edizione nel 1987, promossa dalla Purdue University e organizzata dal Phi Chapter of Theta Tau, una confraternita di ingegneri statunitensi. Sponsor è la Theta Tau Educational Foundation.
(fonte wiki)