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venerdì 20 novembre 2009

La macchina di Goldberg

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Una macchina di Goldberg è una macchina estremamente complicata che serve per realizzare un compito estremamente semplice attraverso una catena di piccole operazioni, come ad esempio la macchina per la colazione che ci ha deliziato ieri mattina.
L'ideatore di queste strane e complicate macchine è il cartoonist, inventore e ingegnere Rube Goldberg, che nella sua attività di disegnatore satirico per i quotidiani, proponeva al lettore complicatissime macchine, tutte estremamente divertenti.
Macchine di Goldberg possono essere viste sia nei cartoni animati (famose quelle del Willy il coyote, costruite con l'obiettivo di catturare lo struzzo Bip Bip), ma vengono anche costruite un po' in tutte le parti del mondo, tanto che esiste un campionato mondiale di macchine di Goldberg, l'Annual National Rube Goldberg Machine Contest (vedi anche Phi Chapter presents Rube Goldberg), dove la fantasia degli invetori trova modo di scatenarsi fino all'ennesima potenza. La gara vede la sua prima edizione nel 1987, promossa dalla Purdue University e organizzata dal Phi Chapter of Theta Tau, una confraternita di ingegneri statunitensi. Sponsor è la Theta Tau Educational Foundation.
(fonte wiki)

giovedì 1 ottobre 2009

Stranalandia

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Titolo: Stranalandia
Autori: Achilles Kunbertus, Stephen Lupus
A cura di: Stefano Benni, Pirro Cuniberti
Edizione: Feltrinelli
Nell'aprile del 1909, nell'Aula Magna dell'Università di Buenos Aires dove era in corso un congresso sull'evoluzione, Achilles Kunbertus e Stephen Lupus dell'Università di Edimburgo, presentano i risultati della loro ricerca, durata tre anni e iniziata il 16 giugno del 1906 sull'incredibile isola di Stranalandia (così i due eminenti evoluzionisti hanno battezzato l'isola).
La leggenda narra che i due figli di Albione, unici superstiti del naufragio della nave di Sua Maestà Loong, vennero catapultati direttamente all'interno dell'Aula Magna a causa di una potentissima esplosione causata dal vulcano di Stranalandia: questo insolito episodio viene preso come prova dagli scettici per dimostrare l'inesistenza dell'isola, poiché nei dintorni di Buenos Aires nessuna isola è stata ritrovata, almeno non corrispondente alla relazione scientifica di Kunbertus e Lupus. Gli stranalandisti, invece, decisamente la maggioranza, non si sono fatti scoraggiare dagli infruttuosi risultati delle ricerche dell'isola, osannando anzi i risultati dei due sudditi di Sua Maestà e portandoli come prova della potenza della teoria dell'evoluzione.
In ogni caso la scoperta di Kunbertus e Lupus col tempo, anche a causa della scarsità di dettagli sulle vicende legate alla sparizione dei due evoluzionisti, si era ammantata di leggenda e gli scettici sembravano aver vinto la partita, almeno fino a 25 anni fa quando Stefano Benni e Pirro Cuniberti hanno dato alle stampe, proprio in ottobre, la relazione scientifica di Kunbertus e Lupus, opportunamente redatta per renderla comprensibile all'uomo di fine XX secolo.
Benni e Cuniberti, che ha illustrato l'edizione moderna partendo dagli schizzi contenuti nella relazione, hanno realizzato con cura certosina un serio e importante trattato scientifico che ha posto a suo tempo nuova luce sui meccanismi dell'evoluzione diventandone, a tutti gli effetti, co-autori insieme a Kunbertus e Lupus: c'è sicuramente da ricordare al lettore di quest'umile articolo che le informazioni contenute nel trattato, noto con lo stesso titolo dell'isola, Stranalandia, hanno consentito un balzo di conoscenze evolutive incredibile in questi ultimi 20 anni, profondamente influenzati proprio dalle scoperte dei due evoluzionisti edinburghesi.
Immergiamoci, però, nel vivo del trattato, raccontando alcuni fatti salienti:
L'isola, abitata da un unico essere umano (se così si può dire) di nome Osvaldo(1), mentre il resto dell'isola è popolato da animali quantomeno strani, come il leometra, leone in giacca e cravatta e munito di metro, o il maialino volante, un nome una garanzia.
La comunità scientifica, in particolare, è rimasta colpita dalla gallina intelligente, che dagli appunti dei due professori pare passasse molto tempo immersa nella lettura: molti degli esperimenti sulle galline in questi ultimi anni sono volti al tentativo di riprodurre in laboratorio questo straordinario risultato, ma finora con ben scarsi successi (come si può notare dai palinsesti televisivi). Interessante, per i meteorologi, il Birone, animale dal collo lunghissimo utilizzato dagli autoctoni per le previsioni meteo. Con grosse implicazioni evolutive, invece, è la scoperta della foca giocoliera, evidentemente l'antenato della foca attualmente diffusa sul nostro pianeta, che ha trovato nell'isolamento di Stranalandia l'ambiente ideale dove sopravvivere invariata dagli inizi dei tempi. Altrettanto interessante è il gufo diurno, anch'esso ritenuto dai più come il progenitore del gufo moderno. Le forze dell'ordine, invece, sono rimaste molto colpite dalle evoluzioni dello sbronzolo, un piccolo insetto simile alla mosca, il cui percorso varia in base alla quantità di bicchieri ingeriti: immediatamente i risultati sono stati sottoposti a un gruppo di ricercatori per sviluppare programmi e tecnologie alternative al classico palloncino nella rilevazione del contenuto alcolico di un corpo umano. Nostri informatori ci assicurano che i ricercatori sono vicini a trovare una soluzione rivoluzionaria, proprio basata sui risultati di Kunbertus e Lupus.
Tra gli animali leggendari sicuramente il più affascinante è il Serpente Rosicchiamondo per le sue affinità con molti miti delle origini in culture sparse per il mondo: questo insolitamente gigantesco serpente (tra le 10 e le 20 volte più grande della dinastia Osvalda dell'isola) è il modellatore delle coste terrestri così come le conosciamo oggi, in quanto ghiotto di terra che andava continuamente a rosicchiare. Per nostra fortuna sono animali leggendari che arricchiscono il folclore di Stranalandia.
Il lettore è pertanto vivamente invitato alla lettura del trattato, che in ogni caso non risulta per niente pesante, anche grazie all'aggiornamento dei testi operato dall'esimio Stefano Benni, e magistralmente illustrato dall'ottimo Pirro Cuniberti, che ha anche realizzato una serie di illustrazioni a colori poste al centro del libro.
(1) Egli ha anche sviluppato un personalissimo codice di comunicazione, che Kunbertus e Lupus sono riusciti a decodificare, inserendo un mini vocabolario e una tabella dei segni. Tra l'altro molti degli animali stessi dell'isola hanno sviluppato dei particolari linguaggi di comunicazione: probabilmente proprio la necessità di distinguere tra i vari linguaggi ha acceleratoil lavoro di decodifica dei due ricercatori.

sabato 26 settembre 2009

The Chicken Equation

La gallina non è un animale intelligente. Lo si capisce da come guarda la gente.
Così cantavano Cochi e Renato alcuni decenni fa. Forse ha pensato la stessa cosa Doug Zongker quando ha presentato il divertentissimo seminario Chicken Chicken Chicken al PoCSci 2002. Il video è divertente, assolutamente esilarante, soprattutto quando arrivano le domande dal pubblico. L'articolo, poi, è un pezzo di scienza irripetibile. Mi ha colpito, da buon teorico, soprattutto l'equazione presente, la& Chicken equation del titolo. Eccovela: \[C(K) = \sum_{i=1}^n \Delta^2 (K_i) = \sum_{i=1}^n \left |E_i - K(H_i) \right |^2\] Ho provato a dare un'interpretazione dei simboli dell'equazione e questo è il risultato:
La funzione $C(K)$ è la misura della gallinità di un allevamento di galline, dove $\Delta (K_i)$ indica la densità di probabilità che la gallina $K_i$ sia una vera gallina, quindi si somma su tutti gli individui dell'allevamento $K$. La stessa quantità può essere espressa come il quadrato della differenza tra l'osservabile $E_i$, che indica il grado di intelligenza dell'individuo $i$-simo e $K(H_i)$, che indica la gallinità dell'individuo $i$-simo, questa volta rappresentato dal termine $H_i$ in quanto la gallina viene vista come componente dello spazio di Hilbert di tutte le galline dell'allevamento $K$: in quest'ultimo caso il primo termine della differenza è sperimentale, mentre il secondo è teorico.
Buon divertimento con il video. Maggiori dettagli su Gavità Zero.