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giovedì 23 luglio 2026

Come le alghe hanno colonizzato i coralli

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Quando ho raccontato delle barriere coralline su DropSea, avevo riportato un passo tratto da Il mondo senza di noi di Alan Weisman in cui si raccontava di un particolare esperimento condotto da un gruppo di ricerca guidato da Forest Rohwer della San Diego State:
Hanno piazzato in piccoli cubi di vetro pieni d'acqua marina alghe e pezzi di corallo, separati da una membrana di vetro così fine che neppure i microbi riescono ad attraversarla. Gli zuccheri prodotti dalle alghe però ci riescono, perché si dissolvono. Nutrendosi di questa ricca sostanza nutritiva supplementare, i batteri che vivono sul corallo consumano tutto l'ossigeno disponibile, e il corallo muore.
Ciò che in effetti veniva un po' messo sotto al tappeto era che le barriere coralline devono il loro sviluppo anche alla presenza delle alghe. In particolare nelle zone tropicali le barriere coralline si sono sviluppate solo dopo che le alghe hanno iniziato a colonizzare i coralli, in un rapporto che in un comunicato stampa della Berkeley è definito a metà strada tra parassitario e simbiotico.
Philip Cleves, a capo del gruppo di ricerca che ha portato avanti gli esperimenti in un vivaio progettato allo scopo ritiene, infatti, che le alghe abbiano in qualche modo parassitato i coralli, riuscendo a vivere indisturbate all'interno di un tipo di lisosoma, gli organi cellulari che normalmente digeriscono il cibo e gli organismi invasori. In questo modo, le alghe hanno imparato ad assorbire il carbonio dalla cellula ospite e a rilasciare i prodotti della fotosintesi, principalmente glucosio, per nutrire il corallo. Si tratta di una situazione vantaggiosa sia per le alghe che per i coralli, e anche per gli altri animali che ospitano alghe simbionti.
E' evidente che chiarire tale legame tra coralli e alghe potrebbe permettere di capire l'origine del fenomeno dello sbiancamento delle barriere coralline e quindi cercare delle contromisure a tale fenomeno.

giovedì 9 luglio 2026

SpudCell: una strana storia di comunicazione e vita sintetica

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Sui bioRxiv, l'archivio di preprint nel campo di ricerca biologico, è uscito un articolo con un titolo che già dice tutto: A Chemically Defined Synthetic Cell Capable Of Growth And Replication.
In sintesi il gruppo di ricerca guidato dalla bilologa sintetica Kate Adamala dell'Università del Minnesota Twin Cities è stato in grado di sviluppare delle cellule sintetiche in grado di replicarsi come le cellule biologiche: un passo decisamente importante, se verificato, nella creazione della vita sintentica.
Cellule sintetiche
La biologia sintetica è una branca multidisciplinare della scienza che applica i principi dell'ingegneria per sviluppare nuovi sistemi biologici o per riprogettare sistemi già esistenti in natura.
Una delle linee di ricerca più importanti in biologia sintetica è quella della vita sintetica. In questa sottobranca ci si occupa di organismi ipotetici creati in vitro a partire da biomolecole o da analoghi chimici (o da un mix delle due). I ricercatori di questo campo cercano di indagare le origini della vita, studiarne alcune proprietà o, addirittura, ricreare la vita a partire da componenti non viventi, motivo per cui spesso si parla di vita dal nulla, terminologia che è forse un tantinello esagerata.
Nel percorso necessario per arrivare a questo e altri ambiziosi traguardi, si prospettano anche diverse applicazioni che potrebbero avere ricadute interessanti sulla società, come per esempio lo sviluppo di organismi in grado di produrre farmaci, disintossicare terreni, depurare falde acquifere inquinate e altro ancora.
Buona parte di tutti questi risultati, però, possono essere raggiunti in maniera veloce ed efficiente a patto di riuscire a riprodurre una delle caratteristiche più importanti delle cellule: la suddivisione.

martedì 28 aprile 2026

Qualità dell'acqua e ritiro dei ghiacci

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Uno dei siti di raccolta dati dello studio
Il riscaldamento globale sta trasformando radicalmente l'idrologia delle montagne. Con il progressivo ritiro dei ghiacciai e la riduzione della neve caduta in inverno, le sorgenti di montagna dipendono sempre più dall'acqua immagazzinata all'interno dei detriti rocciosi, come le moraine, dei ghiaioni e dei ghiacciai di roccia (rock glaciers). Queste strutture fungono da serbatoi sotterranei, ma il ghiaccio che contengono, sciogliendosi, può alterare la purezza dell'acqua.
Proprio per questo un team di ricercatori guidato da Stefano Brighenti ha analizzato 80 sorgenti situate tra i 1890 e i 2890 metri di altitudine in diverse zone delle Alpi Centrali e Orientali (tra cui Ortles-Cevedale, Dolomiti di Brenta e Ötztal). L'obiettivo era capire da dove provenga l'acqua di queste sorgenti e come la geologia e la presenza di ghiaccio sotterraneo ne influenzano la qualità.
I risultati della ricerca, pubblicati in un articolo uscito su Hydrologica Processes, sono piuttosto interessanti. Innanzitutto si è osservato che oltre il 60% dell'acqua che sgorga da queste sorgenti deriva dalla fusione di neve o ghiaccio, confermando quanto queste riserve "gelate" siano vitali per mantenere i flussi idrici.

martedì 14 ottobre 2025

Premi Nobel 2025: Economia

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Non scrivevo nulla sul Premio per l'economia dal 2016. Generalmente è il premio che mi interessa di meno, in particolare per le forti implicazioni politiche che spesso ci sono dietro, a volte anche più rispetto al Nobel per la pace, senza poi dimenticare che non fa parte dei premi originariamente ideati da Alfred Nobel.
D'altra parte il premio per l'economia è ufficialmente Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences in Memory of Alfred Nobel ed è stato vinto non solo da economisti, ma anche da matematici, in particolare quelli che si sono occupati della teoria dei giochi, come John Nash. D'altra parte tale teoria si può applicare abbastanza facilmente ai sistemi economici, per capire come i vari agenti del sistema si comportano.
Il premio di quest'anno, motivo per cui ho deciso alla fine di scriverci su, è stato assegnato per ricerche nel campo della cosiddetta crescita sostenibile. A ottenerlo sono stati Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt

mercoledì 8 ottobre 2025

Premi Nobel 2025: Chimica

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Anche il premio Nobel per la chimica 2025, come già quello per la fisica, va a una ricerca decisamente innovativa nel campo. A ottenere il prestigioso riconoscimento sono stati, infatti Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar Yaghi
per lo sviluppo delle metal-organic framework.
Queste metal-organic framework sono delle strutture o dei reticoli polimerici costituiti da una combinazione di metalli e materiale organico, che costituisce i leganti della struttura. Tra le molte applicazioni di questa scoperta si contano l'immagazzinamento dell'idrogeno, l'imaging biologico, la costruzione di materiali in grado di contenere i rifiuti radioattivi, nei semiconduttori, nella cattura dell'anidride carbonica e tante altre che non cito. E' interessante, comunque, come questi materiali, viste le loro caratteristiche e date le applicazioni che ho citato (e altre che non ho citato) osservare come giocheranno un ruolo sempre più importante nel futuro anche immediato per affrontare le sfide tecnologiche sia nel campo dell'energia, sia del miglioramento dell'ambiente.
A patto, come sempre, di non rovinare tutto e costringere i ricercatori a trovare nuove soluzioni.

martedì 7 ottobre 2025

Premi Nobel 2025: Fisica

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Devo dire che era abbastanza facile immaginare che il Premio Nobel per la fisica sarebbe andato a ricerche applicate nel campo della meccanica quantistica. D'altra parte questo 2025 è stato dichiarato proprio come l'anno internazionale delle tecnologie quantistiche. In particolare il Nobel è stato assegnato a John Clarke, al suo vecchio studente di dottorato John Martinis e all'allora post-doc Michel Devoret che all'epoca stava svolgendo la sua attività presso l'Università della California a Berkeley.
I tre a metà degli anni Ottanta del XX secolo realizzarono una serie di esperimenti che dimostrarono in maniera inequivocabile l'esistenza di un effetto tunnell quantistico anche a scala macroscopica, cose che era stata prevista da Anthony Legget nel 1978, che aveva già vinto il Nobel per la fisica nel 2003 per gli studi teorici sulla superconduttività e la superfluidità. Ed è proprio per quegli esperimenti che oggi sono stati insigniti del Nobel per la fisica.
Spero entro stasera di riuscire a far uscire un più o meno breve approfondimento sulla faccenda, probabilmente su Dropea.
Appuntamento a domani per il premio in chimica.

Premi Nobel 2025: Medicina

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Tra una riunione e l'altra, ieri mi è sfuggito di seguire la cerimonia di proclamazione dei Premi Nobel 2025 per la medicina. Recupero traducendovi la brevissima comunicazione presente in home page sul sito dei Nobel, con i link opportuni:
Il potente sistema immunitario dell'organismo deve essere regolato, altrimenti potrebbe attaccare i nostri stessi organi. Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi hanno fatto scoperte rivoluzionarie sulla tolleranza immunitaria periferica, che impedisce al sistema immunitario di danneggiare l'organismo. Le loro scoperte hanno gettato le basi per un nuovo campo di ricerca e stimolato lo sviluppo di nuovi trattamenti, ad esempio per il cancro e le malattie autoimmuni.
Tra poche ore verranno annunciati anche i vincitori del Nobel per la fisica. Spero di essere un po' più sul pezzo, questa volta!

mercoledì 1 ottobre 2025

Un matematico alla guida dell'Università della Calabria

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Post aggiornato dopo la sua prima pubblicazione con la sistemazione della formattazione e dei link
E' Gianluigi Greco, mio quasi coetaneo e quasi omonimo, nonché mio ex compagno di liceo, che, a differenza mia, ha scelto la matematica come campo di studi (qualcuno potrebbe dire che non sono andato troppo lontano, ma non sottilizziamo!).
Avevo gia' scritto, tempo fa, di alcune sue ricerche nel campo della teoria dei giochi. Oggi, per quel poco che so, si occupa di intelligenza artificiale e reti neurali. E da novembre di quest'anno si occuperà di gestire l'Università della Calabria.
Sono sicuro che farà del suo meglio, e gli faccio i complimenti per l'elezione, sperando che riesca a portare avanti la tradizione scientifica dell'università calabrese.

martedì 23 settembre 2025

E' strano quel sito!

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Fu con questa frase, che personalmente ho sempre preso come un complimento (d'altra parte gli era anche piaciuta la recensione di Stranalandia che avevo scritto), che Stefano Benni ha sintetizzato quello che era Science Backstage all'epoca. Era il 10 novembre del 2009 e di lì a poco si sarebbe svolta una meravigliosa presentazione di Pane e tempesta.
Sono ormai due settimane che Benni ci ha lasciato, e come al solito c'ho messo un po' per mettere in riga le idee, sistemare i post e arrivare con queste poche righe per ricordarlo, ovviamente senza piangerlo, perché non approverebbe!
Qui sotto la lettura di un passo di Pane e tempesta che fece in quel lontano giorno di 16 anni fa:

giovedì 3 luglio 2025

Un ricordo in ritardo

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Franco Piperno - via commons
Non so perché poi Peppe Liberti ha successivamente cancellato il post, ma è grazie al fatto che ho insierito il feed rss del suo blog su Medium (lo trovate nella spalla) che sono venuto a conoscenza della scomparsa di Franco Piperno, fisico teorico nel campo della materia condensata, ma anche attivista politico di sinistra e fondatore del movimento Potere Operaio.
Qualche giorno dopo è arrivato nel mio ufficio Stefano Sandrelli per chiedermi di contattare Peppe e fargli scrivere un articolo per EduINAF su Piperno. Sono stato possibilista sulla faccenda, ma sapevo già che Peppe aveva cancellato il suo articolo, quindi avevo comunque qualche perplessità sulla proposta di Stefano. Inoltre c'era il rischio di generare polemiche intorno all'articolo, vista la storia politica di Piperno. Avevo, però, detto a Stefano che avevo seguito un corso con lui, durante la laurea in fisica, e questo fatto mi aveva in qualche modo seminato un'idea: scriverlo io un articolo su Piperno.
Le difficoltà cui accennavo sopra, però, continuavano a restare, e per evitarle avevo bisogno della chiave giusta per affrontare il ricordo di un fisico che, per molti versi (sia politici sia scientifici), è stato considerato un po' scomodo. E alla fine, come scrivo nell'introduzione dell'astrografica uscita su EduINAF, Di quando leggevo poesie sotto le stelle, in una giornata di caldo intenso a Milano, mi è venuta così, improvvisa, l'idea di dedicare, con uno stile un po' più fumettoso, un piccolissimo racconto di quando Piperno venne a raccontare le costellazioni in una sera d'estate a Domanico, il paese di mia madre.

sabato 14 giugno 2025

Il Topolino di Floyd Gottfredson e la scienza

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In occasione della pubblicazione della recensione di Grandi autori: Floyd Gottfredson, ho deciso di finire il recupero della serie di articoli ispirati alla collana de Gli anni d'oro di Topolino con i quali utilizzavo alcune delle storie ristampate in quella serie come spunto per raccontare la scienza dietro quelle stesse storie. Risistemando gli articoli, in particolare le immagini, sono successe due cose: innanzitutto la voglia di riprendere la serie, e quindi la scoperta, a un esame più attento, di aver dimenticato un paio di ulteriori osservazioni, anche piuttosto interessanti. Quindi nelle prossime settimane conto di riprendere la serie, pubblicando gli articoli sia qui su SciBack sia sul Cappellaio Matto, anche se devo ancora decidere se in contemporanea o prima qui.
Nel frattempo vi metto qui sotto i link a tutti gli articoli recuperati:

sabato 10 maggio 2025

Un Topolibro nel segno del Giro d'Italia

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Su Topolino #3624 la storia d'apertura è dedicata al Giro d'Italia 2025, iniziato il 9 maggio. Insieme con il numero in edicola era possibile acquistare anche uno speciale Topolibro con una raccolta di storie dedicate al ciclismo. E questa è, quindi, una ghiotta occasione per parlare della fisica e della matematica dietro il ciclismo. Visto che, però, su Science Backstage, quando era presente sulla piattaforma di Blogosfere, avevo dedicato una piccola serie al Tour de France 2010, ho pensato bene di recuperare (finalmente!) quegli articoli, di cui vi lascio qui sotto i link: Recuperando i vecchi contenuti, ho poi avuto modo di rileggere quanto scrivevo. In particolare mi sono soffermato su questo passaggio:
Sul discorso del doping, invece, non mi dilungo troppo: ce ne sarebbe da dire molto, ma certo vista l'assenza di battaglia nella lotta di ieri, sembra che il problema, almeno al momento, sia decisamente sotto controllo.
L'ironia della faccenda è che quello fu uno dei Tour de France la cui classifica venne riscritta dopo la conclusione a causa proprio di tutta una serie di squalifiche per doping: ero proprio un ingenuo ottimista!
Scritto ciò, siamo quindi pronti per dare un'occhiata al sommario del Topolibro.

venerdì 25 aprile 2025

Alexandra Elbakyan: la libertà della ricerca

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La notizia relativa alla causa contro Meta che ha utilizzato libgen per addestrare la sua rete neurale ha riportato in auge la figura di Aaron Swartz che venne letteralmente fatto a pezzi, tanto da spingerlo al suicidio, per molto meno. Era animato da un sogno: rendere la ricerca libera. Lo stesso sogno che ha portato Alexandra Elbakyan a creare Sci-Hub, sistema che prosegue proprio il progetto di Swartz: rendere disponibili gli articoli scientifici contenenti i risultati delle ricerche di tutto il mondo. Se ne può discutere di queste cose da qui fino all'infinto, tra i favorevoli e i contrari a queste posizioni, resta però quanto ho scritto nel 2016 quando Alexandra intervenne in videoconferenza a una Wired Fest all'interno di una saletta un po' in disparte, mentre trasmetteva da una stanza completamente anonima, come un terrorista. O un ostaggio.
In realtà Alexandra è riuscita ad andare oltre quella visione, impegnandosi in un nuovo progetto, che va ad aggiungersi a Sci-Hub: Sci-Net.
La comunicazione aperta è sempre stata una pietra miliare della scienza. Tuttavia, negli ultimi 50 anni è stata in gran parte ostacolata dai prezzi elevati che impediscono la libera diffusione delle informazioni e lo scambio di idee, bloccando e prevenendo efficacemente nuove scoperte rivoluzionarie nella scienza e nella medicina.
Permettiamo a Sci-Net di diventare un nuovo social network che fornirà una soluzione a questo problema.
Al momento l'accesso a Sci-Net è a invito, ma si spera che presto potrà diventare uno strumento utile per i ricercatori di tutto il mondo.

mercoledì 23 aprile 2025

Immondezzaio civico

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Avevo già pubblicato questo post con il titolo di Una storia di prova. Era un post pre-datato uscito sul Caffè del Cappellaio Matto per verificare l'entità di un problema tecnico presente sui server che ospitano Lo Spazio Bianco. Visto il successo del post sia su Telegram (quello di LSB e il mio) e mastodon, ho successivamente pensato di modificarlo dopo la prima pubblicazione aggiungendo qualche riga di spiegazione e riportando la data al giorno prima della sua effettiva uscita (lo potete capire se date un'occhiata alle uscite su La scienza con i supereroi).
E poiché la situazione, per quanto non proprio grave, risulta al momento piuttosto complessa da gestire, ho pensato bene di ripubblicare sia la vignetta sia il nuovo testo di accompagnamento qui su SciBack. Di fatto, nei prossimi giorni, conto di far uscire una serie di post che avevo pensato per il Cappellaio Matto (saranno identificati da un'apposita tag) e che poi ripubblicherò, con la data corretta, su quel blog, non appena la situazione sarà tornata alla normalità.
Passiamo, quindi, a raccontare la vignetta:
Una storia di prova
Il post nasce dalla ricerca di vignette di Pogo, la striscia di Walt Kelly, a carattere ambientale. La spinta iniziale mi era giunta grazie alla scoperta, nel corso delle ricerche di approfondimento per l'articolo dedicato all'Earth Day 2025 uscito su EduINAF, che il primo poster di questa manifestazione era stato realizzato proprio da Kelly.
E, cercando cercando, ecco la scansione di alcune vignette interessanti, tradotte in italiano, proprio sul tema della gestione dei rifiuti, come questa in cui Pogo e Crispino si ritrovano sul fiume a pescare e passano accanto all'immondezzaio civico (per usare le parole di Pogo), un vero e proprio monumento all'incuria e allo spreco degli esseri umani.
Prevedo di pubblicarne altre due, ad ogni buon conto. Per cui...
Stay tuned!
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martedì 22 aprile 2025

#EarthDay: Quando Pogo provò a ripulire il mondo

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Mentre mi documentavo in giro per scrivere l'articolo sull'Earth Day uscito su EduINAF, scopro con mio enorme piacere, ma senza stupirmi più di tanto, che anche Walt Kelly con il suo personaggio più amato, Pogo, aderì all'iniziativa nata nel 1970 grazie al senatore degli Stati Uniti Gaylord Nelson e all'attivista Denis Hayes.
Il poster, realizzato in occasione del primo Earth Day, dal titolo significativo di We have met the enemy and he is us, Abbiamo incontrato il nemico e siamo noi, vede un Pogo sconsolato guardare il lettore mentre cerca di ripulire la foresta dalle cartacce.
La frase è una variazione sulla più famosa We have met the enemy and they are ours inviata tramite un telegramma dal commodoro della marina statunitense Oliver Hazard Perry al suo parigrado britannico William Henry Harrison dopo la battaglia del lago Erie del 10 settembre del 1813, una delle battaglie avvenute nel corso della gerra del 1812 tra gli Stati Uniti d'America e i suoi alleati da un lato e il Regno Unito dall'altro.
A differenza della frase originale, che aveva l'obiettivo di rimarcare i vantaggi ottenuti dai vincitori, la frase di Kelly vuole sottolineare come siamo noi esseri umani ad aver generato il problema dell'inquinamento e della distruzione dell'ambiente.
Lo stesso concetto venne ribadito da Kelly nella striscia del 22 aprile del 1971 in cui Pogo e Porky-pine, in Italia noto come Crispino, che cercano di muoversi in mezzo alla spazzatura che ha invaso la foresta primordiale (forest primeval):
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In effetti la propensione della striscia di essere vicina ai temi ambientali era comunque ben presente, sia in termini sottili grazie all'ambientazione nella palude di Okefenokee, sia in termini abbastanza espliciti come nel caso de L'ininquinabile Pogo, storia che ho letto in italiano su I classidi del fumetto #51 di Repubblica. In quel caso Kelly affronta il problema dell'inquinamento atmosferico, prendendo in giro le soluzioni creative che si tengono lontane dal vero problema utilizzando il Gufo e la tartaruga Churchy, che propongono di smettere di respirare!
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mercoledì 15 gennaio 2025

Propositi e non-propositi

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Con un po' di ritardo pubblico questa vignetta dedicata ai propositi di inizio anno. Il motivo di questo ritardo è che solo ora l'ho recuperata, insieme alla biografia di Bertrand Russell, cosa che ho fatto perché volevo linkalrla all'interno della recensione del vol.48 della collana Matematica.
Qui sotto trovate la traduzione in italiano:
- Hai fatto le risoluzioni per l'anno nuovo, Ernie?
- Certo. Ho promesso di non fare alcuna risoluzione per l'anno nuovo!
...
- Un paradosso di Russell!
- Russell chi?
La vignetta l'avevo originariamente condivisa su tumblr

mercoledì 9 ottobre 2024

Premi nobel 2024: Chimica

Con il Premio Nobel per la Chimica 2024 concludo le dirette e, presumibilmente, anche i post dedicati ai Nobel di quest'anno. A ottenere l'ambito premio per questa storica disciplina della scienza sono stati David Baker "per la progettazione computazionale delle proteine" e Demis Hassabis e John Jumper "per le predizioni sulla struttura delle proteine". Qui sotto il video della live che ho realizzato per seguire la conferenza stampa che ha comunicato i vincitori:
Link di approfondimento

martedì 8 ottobre 2024

Premi Nobel 2024: Fisica

A differenza di quanto deciso ieri, alla fine sono andato direttamente in live per il Nobel per la Fisica 2024, commentando in diretta l'assegnazione del premio a John Hopfield e Geoffrey Hinton "per le fondamentali scoperte e invenzioni che hanno permesso alle macchine di imparare attraverso reti neurali artificiali". In pratica per il machine learning. D'altra parte l'assegnazione del Nobel ha sempre cercato di essere in linea con le innovazioni del modno reale, e questa è, indubbiamente, una di queste, e forse la più importante da un paio di decenni a questa parte.
Come hanno ricordato nella home del Premio Nobel, i due scienziati "hanno utilizzato gli strumenti della fisica per costruire metodi che hanno aiutato a gettare le basi per il potente apprendimento delle macchine di oggi. Il machine learning basato sulle reti neurali artificiali sta attualmente rivoluzionando la scienza, l'ingegneria e la vita di tutti i giorni".
Caso curioso, anche quest'anno, come due anni fa con l'entanglement, sono usciti alcuni video che hanno trattato l'argomento e che vi invito a recuperare. Appartengono alla serie delle particelle musicali e utilizzano la musica generata dal computer per affrontare proprio l'argomento delle reti neurali e delle tecniche di apprendimento, in particolare nel terzo video della miniserie, dedicato alla ricostruzione della Decima di Beethoven.
Ovviamente approfondirò il lavoro di Hopfield e Hinton per realizzare, entro la fine dell'anno (spero non troppo a ridosso della fine...) una puntata speciale di Ritratti. Vite di scienza dedicata proprio ai Premi Nobel 2024. Sicuramente quelli per la fisica, magari, come lo scorso anno, anche quelli della chimica.
Ora vi lascio al video della live, se avrete voglia di vederlo, e subito dopo ai link di approfondimento:
Link di approfondimento:

lunedì 7 ottobre 2024

Premi Nobel 2024: Medicina

Mi spiace aver saltato i post degli annunci dei Premi Nobel dell'anno scorso, però quest'anno voglio recuperare man mano che i video usciranno un po' alla volta. Inizio con la micro-live reaction dedicata al Nobel per la Medicina. Ovviamente sarò online anche domani con il Nobel per la Fisica e, se avrò fortuna e sarà dedicato a qualcosa di vicino al mio lavoro (in particolare quello precedente al mio approdo all'INAF), magari potrei provare a raccontarvi qualcosa di più apporofondito.
Per ora ecco il video del Nobel per la Medicina 2024, che quest'anno è stato assegnato a Victor Ambros e Gary Ruvkun per "la scoperta del microRNA".
Link di approfondimento:

martedì 4 ottobre 2022

Premio Nobel 2022 per la Fisica: l'entanglement

Il premio Nobel per la Fisica 2022 è stato assegnato a Alain Aspect, John Clauser e Anton Zeilinger per le loro ricerche sull'entanglement, un effetto quantistico piuttosto particolare e, apparentemente, in grado di violare il principio di causalità della relatività di Albert Einstein. Per capirci qualcosa di più vi estraggo il testo dell'articolo Una storia di paradossi, disuguaglianze e baffi, dove i baffi sono un riferimento ai baffi di Aspect: